SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Esasperati, imbufaliti, preoccupati. E pronti a gesti eclatanti, “perché sarebbe l’unica maniera per farci notare da un’amministrazione che per noi non sta facendo nulla”. Alla fine il caso della movida selvaggia di Via Mentana (e strade limitrofe) potrebbe finire addirittura su “Striscia la notizia” o “Le Iene”. La minaccia arriva direttamente dai residenti del quartiere Marina Centro, che hanno fatto quadrato nel corso dell’assemblea pubblica tenutasi giovedì sera nella sala Don Bosco di Via Pizzi.

Il ricorso alla denuncia televisiva rappresenterebbe in realtà il percorso più pacifico, visto che l’alternativa evocata da qualcuno sarebbe quella della ribellione fiscale. Niente versamento di Imu e Tarsu: “Non mi garantisci un servizio? Io non ti pago”. Anche in virtù di immobili in graduale e preoccupante svalutazione. “Un tempo i turisti vedevano le nostre case e si complimentavano. Per loro erano caratteristiche, paragonavano la nostra zona ai Parioli di Roma. Oggi invece è una latrina”.

La tensione è alle stelle, i toni non sono affatto pacati. Alessandro Marini, dipendente del Caffè Mentana, viene preso fin dall’inizio di mira. Volano parole grosse, il presidente di quartiere Pierfrancesco Troli fa da mediatore, ma serve a poco. Dopo nemmeno mezz’ora, Marini si alza e se ne va. Non prima di aver detto la sua: “La soluzione non si trova col presidio di due agenti della Polizia Municipale. Serve un’ordinanza diversa da quella vigente sull’alcol. Se si beccano dei ragazzi a fare atti vandalici o a urinare in strada, il Vigile o gli fa una multa salatissima o la converte in lavori gratuiti per la collettività per due mesi. Sarebbe l’unico deterrente valido”.

Il resto della sala mugugna. Esige provvedimenti più drastici. Il più battuto? Lo spostamento immediato delle attività: “Non possono stare in centro, il Comune trovi un’area adatta”. Viene proposto il perimetro adiacente a Via delle Tamerici: “Non darebbero fastidio, non ci sono abitazioni nelle immediate vicinanze. Si incentivi la delocalizzazione”. Si rispolvera anche la patente a punti, evocata lo scorso inverno dall’assessore alle Attività Produttive, Fabio Urbinati, e rapidamente passata di moda.

L’elenco delle varie soluzioni verrà esposto allo stesso Gaspari, che Troli contatterà lunedì prossimo. Il presidente lo inviterà a confrontarsi in un incontro aperto a cittadinanza, giunta, consiglio comunale, Questura e Prefettura. “Deciderà lui data e sede. Se ci dirà no, l’appuntamento decadrà fin da subito. Siamo però sicuri che ci ascolterà”

“OCCUPEREMO LE STRADE” Qualora accettasse, il primo cittadino farebbe comunque fatica a placare la furia dei presenti: “Il problema andava affrontato tempo fa, in sette anni non si è fatto nulla. Le risposte non possiamo darle noi, altrimenti ci saremmo candidati alle elezioni. Siamo pronti a tutto, non escludiamo nemmeno l’occupazione ad oltranza della Statale o di Viale De Gasperi, davanti al Municipio”.

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