Samb-Società. Scusatemi ma continuo a non capire e a non avere risposte. Cosa aspetta la società a rendere pubblico e trasparente il debito attuale e quello che sarà a fine maggio quando i giocatori avranno maturato un altro stipendio? Ma cosa si aspetta a “prendere il toro per le corna” e a far capire alla città, e quindi anche ad eventuali acquirenti, se il debito accumulato è sostenibile o no?

Io credo che, se non verrà fuori la cifra esatta e certificata, le varie riunioni o cene in programma non serviranno a nulla. Nè Pignotti e Bartolomei devono vergognarsi di nulla dopo aver raggiunto un’altra promozione. Basterebbe che dicessero: noi abbiamo fatto molto per raggiungere gli obiettivi ma  i costi sono stati superiori ai nostri mezzi per cui non abbiamo potuto coprirli per intero, resta questo debito da coprire per ripartire veramente da zero con forze nuove e con progetti nuovi. Se la cifra resta un tabu, ripeto, non vedo soluzione a breve scadenza se non la precipitazione degli eventi e ritardi pericolosi, sia sul piano finanziario che su quello squisitamente tecnico.

Dico questo perché, secondo me, per continuare a vivere e ripercorrere le strade roncaroliane e zobolettiane serve tempo ed una comunicazione finalmente trasparente e senza paura. L’unica cosa certa oggi è che la formazione rossoblu continua a mantenere un appeal (addirittura in crescita) che ha del miracoloso. Di giovani e adulti oserei dire, con un pizzico di meraviglia per quanto riguarda i primi che non hanno mai visto la Samb giocare tra i cadetti, con incredulità i secondi che non si sono stancati di campionati che non erano abituati a vivere. Per me, ad esempio, i campionati dilettanti dopo il 1990 sono stati i primi, e ben undici, tra Eccellenza e Serie D. Nel mio immaginario e di quelli come me, la Serie C era, invece, un purgatorio difficile da sopportare, figuriamoci i tornei più in basso.

Un vero patrimonio che non va disperso e questo ritengo che sia il momento adatto. Tempo  fa parlai di un sogno che l’andamento del torneo appena finito ha… avvalorato. Penso ai due gol al 95′ con Fidene e Recanati che sono addirittura meno incredibili della mancata vittoria del San Cesareo domenica scorsa, al rigore allo scadere con il Termoli (senza il quale sarebbe stato spareggio con i molisani) e vedo segni del cielo che vanno supportati con comportamenti idonei, puliti, limpidi, onesti, trasparenti in segno di ringraziamento. L’Irriconoscenza non porta mai bene e vale sia per i credenti che per i non credenti.

Faccio un passo indietro e torno sulla terra. Inizio quindi a dare la prima pillola del progetto che ho in mente. La partenza deve essere per forza di cose quella accennata sopra e cioè la quantificazione del debito quindi la possibilità o meno di risanarlo. Mi piacerebbe tanto che si formasse un gruppo tra rappresentanti delle diverse categorie o associazioni alle quali una Samb in Serie B farebbe comodo, e come, ma anche a rappresentanti di chi ama la Samb indipendentemente dal ritorno che per loro non è economico ma spirituale, sentimentale, corroborante che spiego con un ricordo dei tempi belli “Quando la Samb perde la sera non ho appetito” e si sa che l’appetito è sintomo di salute e voglia di vivere. Sul settimanale che staper andare in edicola dedicato alle mamme, c’è una frase della tifosa Chiara Piunti che calza ad hoc: “La Samb è una bellissima terapia di gruppo“.

Ecco la “pillola” che indorerò prossimamente con i nomi che ritengo utili alla causa e per i quali chiedo aiuto anche a voi lettori. Prima di accennare i primi nomi che mi vengono in mente una premessa che ritengo indispensabile: se il debito societario è sopportabile, la sua eliminazione deve passare anche per un altro azzeramento, quello delle cariche societarie  e non perché qualcuno ce l’ha con Pignotti e Bartolomei ma semplicemente perché in una nuova ipotetica società nessuno deve avere diritti precostituiti che vanno invece acquisiti in fase assembleare, tenendo conto che una quota equivale ad un voto. Insomma ci deve essere un presidente, un vice e tutti gli altri consiglieri.

I nomi? Due rappresentanti (possibilmente presidente e vice) della Confcommercio, due rappresentanti della Confesercenti, due della Confindustria, due rappresentanti per ogni tipo di imprenditoria associata, due rappresentanti della tifoseria sul modello dei Tifosi Pro Samb, due rappresentanti per ogni associazione di Albergatori (pr esempio Acot, Aot, Riviera delle Palme), un rappresentante dei comuni vicini alla Samb e così via. Il numero di rappresentanti è solo indicativo, ne basterebbe uno per associazione ma non è importante per ora.

Il loro compito sarà quello di far capire alle associazioni di loro competenza che un prelievo annuale di una cifra minima dalla loro quota di associati per acquistarne qualcuna della Samb Società, non avrebbe la funzione di un regalo ai colori rossoblu ma un finanziamento vero e proprio per le loro attività, dai ristoranti, agli chalet, ai negozi e a tanto altro. L’idea è semplice e potrebbe subire modifiche con la salita in serie B quando l’introito Sky cambierebbe molto e in meglio l’aspetto economico che, come minimo, porterebbe all’eliminazione della quota annuale.

Formato il grande gruppo si passerebbe all’elezione delle varie cariche da ripetere di anno in anno. Il tutto deve però obbligatoriamente passare per bilanci preventivi e consuntivi trasparenti e attraverso scelte  condivise dalla maggioranza dell’assemblea. Si litigherà? E’ vero ma litigando, come è già successo per 35 anni (dopo che grazie ad una cifra prelevata dalla vendita del pesce si è raggiunta la B nel 1956) abbiamo disputato 21 campionati di Serie B e 14 di serie C, io mi accontento. Del resto l’amore non è bello se non è litigarello. No?

Non vedo altre soluzioni possibili. Anzi una ce ne sarebbe, diventare società satellite di un grandissimo club o sperare in un Mapei nostrano (Giorgio Squinzi di Sassuolo) se esiste. La seconda ipotesi la vedo però molto più lontana della prima che è secondo me fattibile se c’è la volontà di farlo. Alla storia delle cordate io non credo più mentre nella mia idea ci credo perché  coinvolgerebbe tutti. Insomma una specie di 8 per mille da parte di chi ritiene la storica Samb un monumento da restaurare e conservare. Chi non partecipa perché non ama la Samb è giusto che stia fuori.

Non mi contraddico però se dico che segreteria (Nazzareno Marchionni è ormai un’istituzione) e ufficio stampa hanno lavorato bene dopo che più volte ho ritenuto poco elegante e presuntuoso, per mancanza di esperienza, il suo comportamento. I due addetti avevano probabilmente di noi un’opinione contorta ricevuta dai soliti invidiosi che non mancano mai, poi evidentemente si sono (credo) informati meglio ed hanno capito che chi parla in faccia è sempre migliore di chi parla alle spalle, ma anche noi abbiamo capito che Stefano Bruni e Piero Zazzetta sono ragazzi validi e genuini che non potranno che crescere nello svolgimento dei loro compiti. Quest’ultima cosa gliela dico da padre, oltre che come opinione strettamente personale, perché non voglio passare avanti a nessuno.

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