Serie C 2013-2014. A meno che non manchi la volontà, per motivi che sarebbero perlomeno strani, credo che i prossimi campionati di Seconda Divisione a due gironi con 9 promozioni e 9 retrocessioni siano un errore grossolano. Parto da una imprecisione che ho ascoltato da Luca Bassotti durante la sua trasmissione radiofonica del lunedì: ha detto che in seconda divisone ci saranno 78 squadre rispetto alle 69 di adesso perché a quelle attuali andrebbero aggiunte le nove promosse dalla serie D.

Non è così, le squadre resterebbero 69 perché dalla Seconda Divisione retrocederanno nove squadre e nove ne saliranno dalla serie D. In Prima Divisione ne salgono sei, tre per girone e sei ne arrivano dalla Prima Divisione. Quindi solo nove squadre in esubero rispetto al programma di tre gironi serie C a 20 squadre.

Motivo per cui ritengo inutile un campionato di Seconda Divisione (ex C2) assurdo nel quale nove squadre vengono promosse e nove tornano tra i dilettanti per un totale di 18 squadre, delle quali nove verrebbero rimpiazzate dalle vincitrici dei campionati di serie D. Si parla già di squadre che non potranno ripartire per cui il numero di 69 squadre potrebbe ulteriormente ridursi.

Ma anche senza nessun fallimento, fare per un anno tre gironi di serie C (l’ex C1) da 23 squadre (in serie B ne sono 22) non sarebbe una “morte di Papa” ma ne guadegnerebbero i tre gironi che sarebbero più regolari, con 6 retrocessioni per girone che andrebbero a diminuire se, sfortunatamente, qualche squadra non riuscisse ad iscriversi. Per esempio se accadesse a tre società, 5 retrocessioni per un solo campionato sarebbero sopportabili per un anno. Poi si tornerebbe a tre retrocessioni cadauno e a 4 promozioni in B come già stabilito: le prime tre e play off tra le seconde. La Samb ne ha vinti due di campionati così.

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