SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “I privati facciano ricorso, oppure concordino con la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici il progetto da presentare”. Paolo Canducci commenta così la situazione dell’ex Cinema delle Palme, di proprietà del Dopolavoro Ferroviario e  riconosciuto come edificio storico non demolibile. Passi invece la ristrutturazione, a patto che vengano mantenute intatte le facciate che richiamano lo stile tardo razionalista.

Nei mesi scorsi, il Comune di San Benedetto aveva concesso il via libera ai privati per la realizzazione di una nuova struttura che ospitasse negozi, appartamenti ed una sala cinematografica. Questa sarebbe stata donata all’ente, ma l’intervento della Sovrintendenza ha stoppato tutto. “Hanno posto il vincolo”, spiega l’assessore all’Urbanistica. “Non è un nostro problema, noi vogliamo riqualificare l’area, avevamo approvato quel percorso riconoscendo proprio la funzione culturale dello stabile. Un ricorso da parte nostra? Chissà, andrebbe chiesto alla segretaria comunale…”.

Nella giornata di martedì, Canducci e il sindaco Gaspari hanno accompagnato i rappresentanti dell’ente regionale, Stefano Gizzi e Miriam Pompe, in giro per la città. Oltre al Delle Palme, sotto la lente d’ingrandimento sono finiti pure alcuni immobili del centro cittadino e il rudere del Ballarin.

Nel primo caso, la Sovrintendenza avrebbe proposto agli uffici comunali di presentare il Piano di Recupero del Centro datato 1983, mentre sul fronte dell’ex stadio rossoblù le parti si rincontreranno a breve. “Ci vedremo nuovamente – prosegue – lo faremo frequentemente. Hanno potuto toccare con mano la situazione. Ci confronteremo e porteremo avanti insieme le scelte, in fondo era quello che volevamo”.

Canducci infatti, non aveva affatto gradito la lettera con cui la Sovrintendenza aveva messo sub-judice il Ballarin. “Prima ancora di decidere il tipo di restyling – scriveva il 12 aprile scorso – la zona meriterebbe di essere studiata e conosciuta in tutta la sua specificità, in modo di verificare l’opportunità di un restauro/ recupero, che ne mantenga la memoria, quale testimonianza fisica ed architettonica della storia della città”.

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