CUPRA MARITTIMA – È stato approvato durante lo scorso consiglio Comunale il Rendiconto per l’anno 2012 del Comune di Cupra Marittima. In particolare l’assessore al Bilancio Susanna Lucidi esprime la soddisfazione per aver raggiunto traguardi importanti come il rispetto degli obiettivi previsti dal Patto di Stabilità e il progressivo abbattimento dell’indice di indebitamento in un momento di gravi difficoltà per l’intero sistema Paese.

“Siamo riusciti ad arrivare a questi traguardi – ha affermato la Lucidi – cercando di tagliare la spesa poco produttiva senza rinunciare ai servizi utili e soprattutto senza aumentare le tasse. Ricordo che le Tariffe Tarsu ad esempio non sono mai state aumentate da questa Amministrazione dal 2009 ad oggi come pure per l’Imu lo scorso anno abbiamo applicato le aliquote ai livelli più bassi, scelte di cui andiamo fieri e che ci distinguono da molti Comuni. Il tutto nonostante le minori risorse che arrivano al Comune dallo Stato e da altri enti locali, nonostante i vincoli stringenti posti dalla contrazione di mutui e nonostante la sempre maggiori restrizioni del patto di stabilità”.

Prosegue l’Assessore: “Vorrei evidenziare l’incremento dell’indice di autonomia finanziaria del Comune oggi al 93% mentre nel 2009, quando siamo arrivati, era al 74%. Ciò significa che grazie alle entrate tributarie ed extratributarie si copre non solo la spesa corrente ma anche la spesa per investimento e si rimborsano i prestiti contratti. A questa maggiore autonomia finanziaria del Comune corrisponde, come è evidente, una progressiva ed inesorabile riduzione dei trasferimenti di risorse dallo Stato. Nel 2010 infatti avevano trasferimenti erariali per ogni residente per 146 euro mentre oggi per 5 euro. Altro aspetto da rilevare è l’indice di velocità di pagamento della spesa corrente che è passato dal 67% del 2009 al 79% del 2012. Questo indice attesta che il Comune è più veloce nel pagamento della spesa corrente”.

“Questi dati – specifica la Lucidi – confermano quanto sostiene l’Anci ormai da anni, ovvero che il contributo richiesto ai Comuni per il risanamento dei conti pubblici non è più giustificabile. Il comparto è in avanzo e non produce più effetti negativi sui conti pubblici. Negli anni dal 2007 al 2014 il contributo finanziario apportato dai Comuni al risanamento della finanza pubblica è di oltre 15 miliardi di euro. Inoltre il patto di stabilità è strutturato nella forma di una costante manovra di finanza pubblica, che costringe i Comuni a generare un saldo positivo di bilancio pari a 4,5 miliardi di euro, risorse chieste ai cittadini (e non utilizzate) per i servizi e gli investimenti locali. L’effetto per i Comuni è una contrazione della spesa per investimenti che infatti negli scorsi 5 anni ammonta al 23%”.

La Lucidi conclude: “Sul tema sta cercando di intervenire il Governo che ha emanato il decreto legge n.35 del 2013, ora in esame in Parlamento, volto a incentivare la ripresa del mercato accelerando il pagamento dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione. Tale provvedimento è un piccolo passo per cercare di risolvere il problema del comparto comunale, ma non sufficiente. Infatti a fronte dei 20 miliardi di liquidità di euro resi disponibili per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione per il 2013 per Comuni e Province, sono messi in realtà a disposizione solo 5 miliardi, una minima parte rispetto alle necessità manifestate”.

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