SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se la mente di Leopardi avesse impugnato un pennello avrebbe sprigionato, sulla tela dell’infinito, un idillio pigmentato di rosso e di blu.

La Sambenedettese ha finalmente scavalcato la siepe del monte Tabor afferrando un sogno che da anni era alla ricerca disperata della sua corona. Dieci, cento, mille bandiere sulle quali è incisa la storia di questo club hanno esultato all’arrivo dei giocatori in città che, sulle note di “We are the champions”, si sono immersi nella folla dei tifosi presenti.

Il più acclamato, ovviamente, mister Ottavio Palladini che, in maniera commossa, ha dedicato la  vittoria a tutti coloro che l’hanno ardentemente voluta: “Il merito di questo successo non è solo mio – ha commentato – Da solo, senza la presenza di persone come Voltattorni, Bozzi, Lattanzi e di tutto lo staff medico non ce l’avrei mai fatta. Mi sono impegnato affinché il gruppo restasse unito e questo per fortuna è avvenuto. E’ stato realizzato un sogno che non è solo il mio ma di tutti. San Benedetto lo merita“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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