GROTTAMMARE – Percorreva il lungomare con la bicicletta,in direzione nord, verso casa sua, quando è stato pestato a sangue, senza motivo.

Aveva appena terminato di lavorare, Giovanni Palestini, di professione cuoco, il primo maggio alle 18, quando vicino allo Chalet Ischia,  per un tratto, aveva scelto di passare sul marciapiede per evitare i sampietrini che caratterizzano (non senza polemiche ndr) il lungomare sud.

Ad un certo punto si sente dire “oh figlio” in tipico dialetto ascolano, da un passante, che evidentemente non ha tollerato la permanenza della bicicletta del cuoco sulla passeggiata adibita ai pedoni. Palestini, nonostante avesse riconosciuto l’accento, gli ha chiesto se era ascolano utilizzando le solite classiche frasi, per carità  innocue, che sottolineano il campanilismo presente ancora nella nostra zona.  Sono partite però in risposta, delle minacce verbali e il grottammarese ci ha dichiarato che di fronte al tono poco rassicurante dell’uomo, senza replicare, è scappato.

Quando Palestini passava accanto allo chalet Don Diego, ha visto parcheggiare un furgoncino, dal quale sono usciti tre uomini e una donna, tutti italiani. Riconosce subito l’uomo che lo aveva minacciato poco prima, ma non riesce a scappare di nuovo.

“Mi ha letteralmente pestato di botte, nonostante  gli altri tre avessero provato a fermarlo- ci dichiara Palestini- e ha calpestato la borsa dove tenevo Ipad, distruggendolo e la bicicletta, ammaccandola. Poi sono andati via. Nonostante fosse pomeriggio e la gente passeggiasse, tanta gente (sottolinea Palestini), pare che nessuno abbia visto niente. Io sono riuscito a scattare la foto al furgone mentre andava via”.

Il grottammarese ha subito delle lesioni e ne avrà per una settimana.

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