SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In tempo reale le dichiarazioni del sindaco di San Benedetto in merito alla gara di domenica prossima contro il Recanati

GASPARI “Siamo stati convocati a Macerata in prefettura per cercare di vedere cosa fare per l’ultima di campionato. C’erano le rappresentanze delle due squadre, i due sindaci e il sindaco di Civitanova. Devo dire che c’è stato un atteggiamento di apertura sia da parte del prefetto che da parte del questore. Noi siamo partiti in questa riunione dove c’era il divieto di trasferta per la nostra tifoseria (dieci giorni fa): siamo riusciti a trasformare la decisione nella scelta di 485 biglietti, e l’alternativa era di giocare a porte chiuse, come deciso giorni fa. Noi speriamo di fare il benedetto salto di categoria che tutti noi speriamo. Dobbiamo presentarci anche con un biglietto da visita positivo rispetto alle altre società. Abbiamo chiesto che fosse fatta una diretta da Rai 3, e sia il prefetto di Macerata che quello di Ascoli hanno dato la loro disponibilità. Non è ufficiale, ma quasi. Abbiamo organizzato un maxischermo allo stadio di San Benedetto, per seguire da vicino questo incontro. Cerchiamo di fare in modo di avere un atteggiamento di grande responsabilità. Si spera che la Samb vinca, ma dobbiamo vincere sia in campo che fuori, con i comportamenti giusti“.

Diversi tifosi, presenti nella sala stampa, stanno criticando aspramente il sindaco: gli imputano la colpa di non essere riuscito a spostare la gara. Gaspari risponde: “Il sindaco – con la persona del presidente Pignotti – ha espresso tutte le sue istanze tramite metodi civili: non è bastato”. Le critiche non si placano: il sindaco è accusato di aver lasciato sola la società e la squadra, Gaspari esprime la volontà di parlare a microfoni spenti, su certe questioni. Un rappresentante dei tifosi esprime il suo rancoroso monito: “I giornalisti devono stare attenti. Lunedì non si venga a scrivere che i tifosi sono dei delinquenti – non rispondiamo di quello che potrà succedere”. Pignotti prova a calmierare gli animi: “Pensate che io, da sempre tifoso rossoblu, non abbia fatto il massimo? C’è una cosa chiamata responsabilità oggettiva: se succedono cose sbagliate ne risentirà la società. Partire in un campionato di Lega Pro con le porte chiuse o penalizzazioni è deleterio per tutti”

Altre manifestazioni di insofferenza, coi tifosi  – due in particolare, molto agguerriti – che dicono che la società non conta nulla, richiamando anche sulle questioni politiche. I tifosi chiedono di fare la partita a porte chiuse, o riservare i biglietti per la sola curva nord. Spadoni: “Ne parleremo stasera: cercheremo di avvantaggiare gli abbonati, e i sottoscrittori della tessera socio-sostenitore. Però è normale che in molti non saranno accontentati. La decisione finale non dipendeva da noi, ma da prefetto. Noi non possiamo puntare la pistola alla tempia, alle persone. Non è vero che non contiamo niente, e a dir la verità abbiamo evitato diverse partite a porte chiuse”.

Gaspari: “Il sindaco di Civitanova era presente perché tutti noi avevamo ventilato la possibilità di giocare nello stadio della Civitanovese. Si è dimostrato disponibile, ma ci sono altri soggetti che avevano il diritto di dire la loro. La Recanatese non ha voluto spostare la partita, e il prefetto ha deciso così. Giocare a Civitanova, per la Recanatese che doveva salvarsi anche contro questa squadra – era giocare fuori casa. Dal loro punto di vista hanno le loro ragioni, stop. Spero che non succeda niente, e che quella di domenica sia una festa. Io, dal canto mio, dico che la guarderò dal maxi-schermo a San Benedetto: non toglierò il biglietto a nessuno. Noi in un’ora e mezza di riunione abbiamo argomentato in tutti i modi la possibilità di far vedere la partita a tutti, non è funzionato. Ma oltre alla partita di domenica dobbiamo pensare anche a prossimo campionato”

Spadoni: “Ci sono due verbali che testimoniano che noi volevamo andare a giocare in uno stadio più capiente, preferibilmente quello della Civitanovese. Ma saremmo andati anche in altri stadi, purché fossero capienti. Non è una decisione solo nostra. Il prefetto ha ascoltato sia le nostre argomentazioni, sia quelle della Recanatese. Sono state ventilate tre ipotesi: partita in altro stadio, partita a porte chiuse, partita aperto a 485 tifosi”

Pignotti: “Non creiamo ulteriori problemi: evitiamo atti che potrebbero ledere alla società e alla squadra. Non buttiamo all’aria quanto di buono abbiamo fatto in questa stagione, altrimenti compromettiamo la prossima. Raggiungiamo questo obbiettivo con calma e correttezza. Dobbiamo vincere sul campo, ed esultare nel modo giusto. Noi continueremo a provarci”

Gaspari: “Abbiamo raccontato l’aneddoto di Samb-Lecco, facendo capire che le persone arriveranno comunque. Il prefetto ha deciso così: comportiamoci bene. Per quanto riguarda la questione-stadio, qualcosa si sta muovendo. Per ora la società non sta adempiendo agli obblighi della convenzione, e se la situazione non si risolve tornerà in mano al comune. Per ora, per le deroghe, la faccia ce l’ha messa l’amministrazione comunale: abbiamo fatto il nostro dovere. Ma al momento dire che non abbiamo aiutato la società è scorretto”

I tifosi continuano ad acclamare la volontà di vedere la casa di Leopardi, domenica.

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