Spacca e Gaspari. Parto dal primo anche perché è più importante. Noto da qualche tempo che il nostro governatore è finalmente diventato un fans di San Benedetto del Tronto. Ha recentemente ricordato la cinquantennale supremazia turistica numerica e qualitativa sulle altre cittadine rivierasche, da Pesaro al confine con l’Abruzzo. Dove c’è quella Sentina alla quale mai si era seriamente interessato fino ad oggi.

Peccato che lo faccia in “leggero” ritardo, proprio quando Senigaglia (correggetemi se sbaglio) ci ha superati per presenze e arrivi. Frutto sì delle maggiori capacità degli amministratori sanigagliesi ma anche di un aiutino ad Ancona e alle rocce “le due sorelle”, del quale la città della famosa rotonda sul mare non poteva che trarne profitto. Così recita il primo punto delle sue caratteristiche “Tanti sono i motivi per scegliere Senigallia.   Al centro della costa adriatica, Senigallia è facilmente raggiungibile da ogni città italiana e dall’estero“. Credo che il riferimento all’aeroporto “Raffaello Sanzio”, al porto di Ancona, alla vicinanza di Bologna siano chiari ed evidenti. Ma allora perchè, nonostante certi vantaggi, soltanto da pochissimo ha superato San Benedetto del Tronto?

Innanzitutto per come vengono pubblicizzate le Marche tramite radio e riviste nelle quali San Benedetto del Tronto è praticamente inesistente. Ma io ho anche un parere personalissimo: i pionieri del nostro turismo (quelli di 50 anni fa) e i politici di quei periodi sono stati così bravi e intelligenti da far diventare un borgo sperduto nel centro balneare più frequentato delle Marche, superando spiagge storiche come è appunto quella di Senigaglia. Senza aeroporto e senza città vicine.

Purtroppo però nell’ultimo trentennio una classe politica poco lungimirante (è quasi un complimento!) ha disperso un capitale grandissimo per non essere stata capace di adeguarsi ai tempi che cambiano. Per dirla in parole povere: spiaggia, un lungomare bellissimo, palme e sole non bastano più a causa di una maggiore concorrenza. Vedi le grandi spiagge da Gabicce alla Calabria che prima non c’erano e non erano attrezzate per un turismo di massa. Abbiamo vicino l’esempio del lungomare sud di Grottammare senza chalet e con il mare antistante, quando San Benedetto era al massimo fulgore, pieno di pomodori scartati da un’azienda vicinissima che li lavorava.

Adesso, vista la voglia e l’impegno che ci sta mettendo il governatore Spacca per il porto e per rimettere in moto il nostro turismo,  Gaspari e la sua giunta devono battere il ferro finché è caldo e ottenere il massimo possibile dalla Regione Marche. Io, per esempio, gli chiederei di accorciare i tempi per la messa a regime di un piccolo aeroporto (tanto per cominciare) nel territorio di Monteprandone che, pare sia già pronto per un certo tipo di aerei. E contemporaneamente  gli chiederei di facilitare il raggiungimento dell’aeroporto anconetano. Una piccola stazione ferroviaria davanti al “Raffaello Sanzio” (i binari sono a cento metri dall’aeroporto) sarebbe l’ideale.

Visto poi che non abbiamo nelle nostre vicinanze nè Urbino, né la casa di Giacomo Leopardi, nè San Marino, nè una città come Bologna a 150 km di autostrada, chiediamogli una maggiore valorizzazione (nelle varie e sempre più frequenti promozioni regionali) dell’entità Piceno che non ha nulla da invidiare (città di Ascoli in testa) ad altre zone  della nostra penisola meno “complete” ma, chissà perchè, più importanti e famose nella mentalità popolare italiana. Ed anche di “accorciare” in qualche modo le distanze con Roma, considerato che nelle Marche nord i collegamenti stradali sono notevolmente migliorati e aumentati.

Al sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, in primis il compito di sfruttare al massimo la disponibilità che da qualche tempo il governatore Spacca sta offrendo al nostro territorio. Ne trarrebbe grande merito lui stesso. Era ora.

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