SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ormai è guerra aperta e la ricucitura tanto auspicata è pura utopia di pochi. Il Partito Democratico prosegue la sua lotta intestina che vede duellanti il sindaco Gaspari, con tanto di fedelissimi al seguito, e il duo Emili-Pezzuoli, che dal celebre Consiglio Comunale del 26 novembre 2012 ha attuato la via dell’astensione.

Due corpi estranei, un problema per il gruppo consiliare,  giunto ad invocarne persino l’espulsione. I malumori hanno ufficialmente le sembianze di un distributore di benzina, da far sorgere lungo Viale dello Sport. Proprio il voto dell’assise che sancì lo strappo diede il là al progetto, capace però di conoscere degli ostacoli relativi alla dicitura della delibera. Il termine “low cost”, inizialmente inserito nel documento, andrà a sostituire quello “no logo”. Per le norme sulla libera concorrenza infatti, non possono essere fissati tali paletti, in quanto il basso costo del carburante non comporta l’automatica esclusione delle grandi ditte dalla gara.

Ma a chi spetta la correzione? Alla giunta, come auspicherebbe Gaspari, o al medesimo Consiglio, come desidererebbero i due dissidenti? In tal senso, l’amministrazione comunale ha interpellato l’ufficio legale della Regione, che ha ritenuto di poter far ratificare il tutto dagli assessori.

Eppure, in una sorta di eterni tempi supplementari, adesso l’ex capogruppo contesta la lettera che il Comune ha spedito agli Uffici di Palazzo Raffaello: “Ad essere benevoli era ingannevole ed omissiva”, ammonisce.

Sarà vero? Ecco il succo della missiva: “Questa amministrazione ha necessità di acquisire un parere in merito all’attuazione, da parte della giunta, di un atto di indirizzo politico-amministrativo del Consiglio relativo alla concessione […] di un’area per la realizzazione e gestione di un impianto di distribuzione di carburante. Si tratta, in particolare, di valutare se la Giunta, quale organo di governo, possa legittimamente precisare che i contenuti di un atto di indirizzo consiliare, anche al fine di renderlo più aderente alla vigente normativa, con specifico riferimento ai possibili beneficiari della concessione (distributori di carburante “no logo”) ferme restando le finalità espresse nel medesimo atto (garantire prezzi più convenienti alla collettività), nonché la competenza gestionale della dirigenza”.

Denuncia la Emili: “Il problema non è quello della possibilità dell’esecutivo di rendere un atto di indirizzo del Consiglio più aderente alla vigente normativa, quanto la necessità di un nuovo atto che modifichi quello già approvato dal Consiglio stesso in modo sostanziale”.

I punti chiamati in causa sono quelli relativi alle dimensioni dell’area interessata da cedere in concessione, al valore dell’area a base d’asta, al rispetto della normativa nazionale e regionale sul commercio dei carburanti. Ed ancora: “La delibera in questione toglie l’area interessata dalla pertinenza del Palazzetto dello Sport. Questo, secondo noi, richiede una variante al Prg per adeguare gli indici previsti dal Prg per il Palazzetto. Può essere tutto ciò di una delibera di giunta o di una determina dirigenziale? Perché il quesito si riduce a due sintetiche e generiche frasi?”.

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