SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’astensione prevista, accompagnata da molti dissapori. Loredana Emili non vota il Bilancio Consuntivo 2012 e ne approfitta per lanciare nuovi attacchi alla sua maggioranza. L’atteggiamento è fin da subito combattivo. “Alzerò i toni”, annuncia. E cosi fa: “Siamo al settimo anno di governo, non possiamo non porci il problema del rispetto degli impegni presi, sennò non si è credibili. Non si può evitare sempre di rispondere alla città, mi preoccupa che il sindaco e i suoi consiglieri non sentano la pressione”.

L’ex capogruppo, che assieme a Sergio Pezzuoli avviò tale pratica nel Previsionale del 2013, non modifica lo spartito. Denuncia la mancata discussione del documento finanziario, le invettive subite “in maniera caporalesca” dal Pd, “che obiettivamente si addicono poco al partito”. “Faccio un appello ai consiglieri di maggioranza che hanno ammainato la bandiera – prosegue – per loro va tutto bene, hanno abbandonato lo spirito critico”.

Il Piano Regolatore, i progetti del lungomare e della nuova piscina, l’affaire Santarelli. La Emili suona la campanella: “Tempo scaduto, andrebbe ridiscusso il programma in base alle condizioni odierne. Si era detto che i fondi per il restyling del litorale nord sarebbero arrivati dagli introiti dei parcheggi blu. Il centrosinistra ci aveva messo la faccia”.

Il clima è teso, riemergono rancori mai sopiti. “Io le battaglie le faccio sempre a viso aperto e ne ho pagato le conseguenze. Io non sono mai andata alla toilette quando era il momento di votare”. Il riferimento è chiaro: Palma Del Zompo. L’esponente dipietrista, nell’assise del 28 dicembre 2011, si rifugiò nei bagni pur di non esprimersi in merito all’affidamento del Centro Sportivo “Sabatino D’Angelo” alla società Agraria Club, su cui gravitava la figura del consigliere comunale Gianluca Pasqualini. Apriti cielo. La reazione è stizzita, tanto da rendere necessario l’intervento del presidente del Consiglio, Marco Calvaresi.

Il sindaco stranamente non replica, tuttavia ci pensa Vinicio Liberati a definire “disonesto” l’affondo della Emili. L’opposizione – quella vera – si gode lo spettacolo, punge senza esagerare. “Il Bilancio dà una sensazione di equilibrio – dice Luca Vignoli – emergono luci ed ombre, come il continuo ricorso alle anticipazioni di cassa. Abbiamo 4,5 milioni di crediti che derivano da anni antecedenti al 2008, un aspetto che è frutto di preoccupazione. Quando un credito è fresco la possibilità d’incasso è alta, al contrario meno”.

Alla fine il Conto Consuntivo passa con 13 sì, 4 no e 4 astensioni: ai due dissidenti si aggiungono Calvaresi e Pellei.

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