SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una vittoria da paura, e non solo per l’importanza del risultato. I rossoblu hanno tremato fino all’ultimo secondo, e se il gol di Marini sembrava avere risolto le cose, in porta è servito uno splendido BarbettaDue interventi,  quelli al 93′ e al 95′, che hanno fatto tremare di gioia i 3 mila del Riviera.

Non è stato facile, neanche per un momento. Dal primo minuto all’ultimo secondo i rossoblu hanno sofferto le pene dell’Inferno: il vantaggio di Capuozzo, il pareggio istantaneo di Guglielmi, le conclusioni di Iaboni.

Ma per arrivare in Paradiso, Dante insegna, un giro negli inferi lo devi pur fare. Tra difensori ignavi (immobili sul gol di Capuozzo), attaccanti prodighi (soprattutto Pazzi) e avversari iracondi (specie Guglielmi e Iaboni, centauri implacabili), i rossoblu ne hanno viste di tutti i colori.

Privi di Palladini (che non sarà un Virgilio, ma è una grande guida) i giocatori hanno sofferto molto in difesa e sprecato troppo in attacco, rischiando di buttare all’aria l’ottima prestazione dei cugini della Civitanovese – che stavano pareggiando contro il San Cesareo.

Dopo il gol di Capuozzo la Samb sembrava condannata al limbo delle occasioni perse, ma dal cielo qualcuno ha dato una mano. Il gol di Quondamatteo – uno che due mesi fa era in vacanza – è arrivato come un raggio salvifico, in un cielo che si stava facendo sempre più nuvoloso.

L’uno a uno toglie un po’ di paura ai rossoblu, che si sbloccano in fase offensiva; ma dietro si rischia tantissimo. Al 40′ Nicolai ha sui piedi la palla del raddoppio, e serve un super Barbetta per salvare il pareggio fino all’intervallo. 

Tanto meglio, tanto peggio, tanto uguale. Nella ripresa i rossoblu partono subito all’attacco, e dopo due minuti è Santoninomen omen – a risollevare le cose: un pallonetto dolcissimo e implacabile, che scavalca D’Arienzo e si spegne in rete.

Ma la gioia – incontenibile – di tutto il Riviera non dura molto; un minuto, e l’ascesa in cielo si interrompe bruscamente. Il pareggio di Guglielmi trascina i rossoblu giù per il burrato: tutto da rifare.

I rossoblu cambiano atteggiamento in campo, con Forgione trequartista e i terzini molto più offensivi, ma le occasioni latitano. Al 63′ Carpani viene fermato in corner; al 66′ Pazzi quasi la toglie sull’uscita di D’Arienzo.

Sono i prodromi della rimonta: l’ingresso di Puglia porta molta vivacità alla squadra, che cresce di intensità. Pochi minuti dopo è proprio l’esterno a guadagnare la punizione che i piedi eterei di Santoni trasformano nell’assist per Marini. Il difensore, un cherubino col mascellone da duro, manda la palla in rete e i tifosi – mai silenti, indemoniatiin Paradiso.

Ma non basta: i molisani non si arrendono, e fanno tremare i rossoblu – paralizzati e inamovibili come i giganti nel pozzo. Dal freddo della giudecca al caldo del primo posto in classifica passano 15 minuti d’Inferno, coi padroni di casa che si aggrappano ai guantoni dell’ottimo Barbetta.

San Tommaso para tutto, sbattendo la porta in faccia a Guglielmi e Iaboni. Un’apnea, quella rossoblu, durata fino al 95′ – quando il portiere respinge sul palo anche l’ultimo tentativo di Iaboni. 

Col definitivo pareggio tra Civitanovese e San Cesareo, i rossoblu scavalcano Lucifero e sbucano in Paradiso; o quasi. Manca ancora tutto un Purgatorio, lungo 90 minuti, per arrivare in Cielo. Ma con un tifo del genere – un “Amore che non finirà mai” – la Samb può smuovere le montagne.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.882 volte, 1 oggi)