SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Luciano Agostini non voti la fiducia al Governo di Enrico Letta”. A chiederlo al deputato offidano è la sezione di Porto d’Ascoli del Partito Democratico, affatto felice per il patto siglato con il Popolo della Libertà.

Il malumore si era manifestato pubblicamente già venerdì mattina, quando parte del circolo “Primo Gregori” aveva annunciato una conferenza stampa, per poi tornare sui propri passi. La sostanza tuttavia è rimasta quella, pure a distanza di ventiquattr’ore con la linea ufficializzata nel corso dell’Assemblea degli Iscritti svoltasi all’Hotel Progresso: “Ce lo chiede la base, gli iscritti lo urlano a gran voce così come chiedono chiarezza su quello che siamo e quello che proponiamo. Le larghe intese non ci rappresentano, non ci piace scendere a compromessi”. Una linea sposata da Sabrina Gregori (membro dell’assemblea nazionale), Valentino Casolanetti, Nicola Rosetti, Gianfranco Mandozzi e dal consigliere comunale Pierfrancesco Morganti.

E’ stata spazzata in pochi giorni la gloriosa storia di una grande forza politica costruita negli anni con fatica, sacrifici e lungimiranza dei loro padri fondatori”, scrivono i cinque dissidenti in un bollente documento. “Mantenere la nostra identità riformista e progressista, socialdemocratica, europeista è per noi una priorità fondamentale a cui non si può rinunciare. A costo di tornare al voto, consapevoli pure di una probabile sconfitta, ma con il convinto obiettivo di mantenere la rotta su ciò che ci caratterizza è quello che chiediamo si faccia”.

Per tutta risposta, Agostini avrebbe al contrario garantito l’appoggio al neo-incaricato, lasciando intendere come lui rappresenti un intero territorio e non un semplice quartiere sambenedettese: “Non siamo qui per votare la linea, bensì per ascoltarci e per capirci”.

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