SAN BENEDETTO DEL TRONTO – 7 mila euro per interventi a danni dei piccioni che stanziano all’ingresso del Municipio. La voce compare nell’elenco delle variazioni al documento finanziario 2013, che verrà votato martedì prossimo dal Consiglio Comunale.

Il nuovo capitolo è comparso pubblicamente per la prima volta durante la Commissione Bilancio dei giorni scorsi, scatenando lo stupore dei presenti, intenzionati a chiedere tutti i chiarimenti al sindaco nel corso dell’assise.

La cifra impiegata deriva dagli avanzi del Consuntivo dell’anno passato. Il provvedimento, consiste nell’ingaggio di un addestratore di una ditta del circondario che libererà a seconda di un calendario prestabilito dei falchi, con lo scopo di allontanare i colombi dal perimetro preso in esame.

La tecnica di bird-control è già stata utilizzata dalla Provincia di Teramo e, in tal senso, l’amministrazione Gaspari ha effettuato quindici giorni fa una richiesta scritta a Palazzo San Filippo per capire se l’applicazione è compresa nei protocolli dell’ente.

La soluzione a mezzo falconeria viene ritenuta rispettosa dell’ambiente e al contempo incruenta per gli uccelli che si intendono scacciare. La presenza continua dei rapaci sul sito provoca stress nella colonia dei piccioni, con le femmine che depongono gradualmente meno uova e i maschi che riducono l’attività sessuale. Gli esperti garantiscono che 40-50 giorni di lavoro continuativo sono pertanto sufficienti a convincere le colonie infestanti a spostarsi di qualche chilometro.

“Mi sono occupato esclusivamente dell’iter autorizzatorio, sui costi non sono informato”, confessa Fausto Mozzoni, responsabile dell’Ufficio Qualità Urbana. “Non so motivare quel prezzo, tuttavia il disagio c’è. I piccioni sporcano puntualmente intercapedini e la pulizia è sempre più complessa. Per allontanarli le abbiamo provate tutte in precedenza: dalle reti, agli aghi. I risultati sono stati negativi”.

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