MONTEPRANDONE – Urbinati pronto ad agire per vie legali se il Comune non permetterà alla ditta di ultimare i lavori e fare i dovuti collaudi per consentire l’allaccio alla rete elettrica entro il 30 aprile 2013. Nota che accentua un po’ il clima già pesante che circonda la questione della centrale a biomasse a Centobuchi.

Nella lettera inviata dall’ufficio legale dell’ Avvocato Simonelli di Porto Sant’Elpidio al Comune di Monteprandone si può leggere infatti che ” il GSE in deroga alle tariffe incentivanti per l’acquisto di energia elettrica da fonti rinnovabili (…) ha previsto in deroga che gli impianti autorizzati prima del 31 dicembre 2012 e che saranno allacciati alla rete elettrica entro il 30 aprile 2013 potranno usufruire della tariffa previgente che tradotto in termini economici (…) comporta il pagamento di 280,00 euro MW contro i 180,00 euro MW nel caso in cui l’allaccio sarà effettuato in data successiva.” Si fa poi una stima abbastanza precisa dell’eventuale danno che subirebbe la società quantificandolo in ” 9 milioni di euro su quindici anni (durata media di siffatto impianto) la perdita che subirebbe la società Urbinati, danni che si vedrebbe costretta a richiedere al Comune di Monteprandone.”

La nota prosegue poi con un appunto in merito alle risorse da utilizzare per produrre energia legate alle tariffe ossia ” Altra circostanza connessa a tal tariffa incentivante è costituita dal fatto che con l’attribuzione dei 280,00 euro MW il GSE impone che l’impianto sia esclusviamente alimentato ad olio vegetale reperibile in ambito europeo, quindi olio di colza, nel caso invece in cui venisse applicata la tariffa di 180,00 euro MW sarebbe concesso il reperimento di olio vegetale anche in ambito extraeuropeo. “

 

 

 

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