SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Festa della Liberazione e giornata di celebrazioni a San Benedetto. Alla cerimonia istituzionale di giovedì mattina presso largo Onorati hanno preso parte  diverse autorità civili e militari cittadine, provinciali e regionali, senza dimenticare le associazioni degli ex combattenti e d’arma e l’Anpi.

Tra gli interventi, da segnalare quello di Massimo Papini, direttore dell’Istituto regionale per la storia del Movimento di Liberazione nelle Marche.

Papini ha concentrato il suo discorso sul valore del 25 aprile e sulla genesi dei movimenti della Resistenza italiana.

“Il 25 aprile è una festa nazionale – ha detto – quindi di tutti e dobbiamo ricordarci che la riscossa nazionale parte da lì. Da quel giorno si è iniziato a costruire un’Italia libera e democratica. I partigiani – ha proseguito – erano militari, ex militari, antifascisti di vecchia  data, stranieri, inglesi, slavi, cattolici, sacerdoti, carabinieri o semplici cittadini con alcuni obiettivi in comune: libertà, giustizia e democrazia”.

Lo storico ha anche sottolineato quanto sia importante il ricordo di tale anniversario. “La Resistenza Italiana è nata nella Marche, su colle San Marco, alla stazione di San Benedetto con il tenente Gian Maria Paolini che reagì ad un vile gesto di tedeschi contro bambini che chiedevano da mangiare, al porto di San Benedetto con l’allora tenente Carlo Alberto Dalla Chiesa e il comandante Nebbia che sottrassero la flottiglia alle mire dei nazifascisti. Lungi dall’essere stato un movimento improvvisato, la Resistenza è stato movimento di popolo organizzato, composto da tanti uomini che volontariamente hanno scelto da che parte stare combattendo lo straniero e mettendo consapevolmente a rischio la propria vita per la liberazione di un intero popolo. Meglio di ogni libro di storia – ha concluso Papini – che cos’è stata la Resistenza lo si legge nelle lettere dei condannati a morte, di quei giovani che hanno inciso nella coscienza di tutti parole indelebili mentre andavano a morire”.

A seguire si è svolta la tradizionale cerimonia di deposizione di corone ai monumenti ai caduti di viale Secondo Moretti prima che il corteo si spostasse verso la sede dell’Associazione Marinai d’Italia, dove le autorità civili e militari hanno reso omaggio al monumento che ricorda i caduti della Marina Militare Italiana.

 

 

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