SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Indietro non si torna, un po’ per necessità, un po’ per strategia politica. I parcheggi sul lungomare saranno a pagamento a partire dal primo giugno, nonostante la richiesta di posticipazione giunta dagli operatori turistici locali.

Difficile convincere l’amministrazione Gaspari, soprattutto su un tema che nei giorni scorsi era stato battuto dal Popolo della Libertà. Nessun dietrofront nemmeno sul prezzo delle tariffe, che rimarranno identiche per tutti i giorni della settimana, mentre i ticket non saranno validi per gli stalli del centro città, che all’ora costano il doppio rispetto a Viale Trieste.

La Consulta del turismo lascia pertanto il tavolo a mani vuoti, ottenendo dall’assessore alla Viabilità, Luca Spadoni, ripetuti rifiuti: “E’ difficile modificare i provvedimenti, in quanto i presunti incassi sono stati già inseriti nel Bilancio di Previsione 2013”, si è giustificato. Ad oggi, le modifiche ufficiali si limiteranno alla riduzione dei costi dei biglietti giornalieri: da 7,5 euro si tornerà a 5. Per il resto, se ne riparlerà eventualmente fra un anno.

Alla riunione hanno preso parte il presidente dell’AssoAlbergatori, Gaetano Sorge, Rosalba Rossi dell’Assobalneari, Sandro Assenti della Confesercenti, Maria Angellotti della Confcommercio e Stefano Giammarini per l’Itb.

Contemporaneamente si è fatto sentire forte e chiaro il dissenso dell’Arisap, l’associazione dei ristoratori del Piceno. “Questa amministrazione, evidentemente, rema contro il turismo”, accusa il vicepresidente Luca Cantalamessa. “Di situazioni poco sensate, in giro per l’Italia, se ne vedono tante, ma questa è davvero una delle più eclatanti. C’è bisogno di portare nuovi flussi turistici e si va a rendere la vita difficile all’utenza che decide di raggiungere la nostra località nel mese di giugno, il periodo sul quale è necessario lavorare per la crescita del settore”.

Cantalamessa sottolinea che la richiesta degli operatori non è mai stata quella di abbassare il prezzo del ticket, bensì quella di eliminare il provvedimento almeno nel primo mese della stagione: “La richiesta era chiara, non si capisce bene quali siano le logiche che seguono dalle parti di viale De Gasperi. Si continua a ragionare seguendo la filosofia del disfacimento totale. Questa politica ci sta danneggiando irreparabilmente. Se dobbiamo essere le vittime sacrificali dei nostri governanti allora credo che come cittadini abbiamo il diritto sacrosanto di sapere come sono stati utilizzati tutti i soldi introitati attraverso i parcheggi in questi anni. Voce per voce, capitolo per capitolo”.

D’accordo su tutta la linea il centrodestra, che rifiuta la resa: “Riteniamo che le proposte della Consulta vadano nella direzione di una incentivazione riguardo il turismo pendolare, con la possibilità di ridare un po’ di movimento agli operatori e di conseguenza a tutto l’indotto”.

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