SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’idea non sarà originalissima, ma il risultato è comunque esilarante. Giovanni Gaspari come Adolf Hitler nei momenti più concitati de “La Caduta”, pellicola del 2004 che racconta gli ultimi giorni del Fuhrer. Lo scherzetto porta la firma di Daniele Primavera che, munito di semplici sottotitoli, svela le reazioni private del primo cittadino alla sentenza di primo grado della Corte dei Conti che lo condannava in merito all’assegnazione dell’incarico esterno a Luigina Zazio.

Una vicenda vecchia di qualche mese. Nel frattempo, a turbare il centrosinistra si era aggiunta la contestata trasferta a Mosca (condita di tweet evitabili) e la questione delle pensiline fotovoltaiche. “L’ho tenuto in caldo – confida l’ex consigliere comunale – non volevo pubblicarlo a ridosso del Giorno della Memoria e ho pensato di aspettare”.

Il risultato, nei fatti, non è mutato. Va tuttavia sottolineato come lo spezzone si presti a facili ironie. Negli ultimi anni, in rete, interminabili sono state le deviazioni amatoriali: Hitler imbufalito per la cessione di Kakà al Real Madrid e di Eto’o all’Anzhi, Hitler sconfortato per l’addio di Zeman al Foggia, Hitler sconcertato per la vittoria di Valerio Scanu al Festival di Sanremo del 2010, Hitler scioccato per il trionfo di Pisapia alle amministrative di Milano. Il dittatore appare ogni volta in panni differenti e i dialoghi, ovviamente, si adattano.

Il Gaspari alla tedesca, interpretato magistralmente da Bruno Ganz, si rintana nello stanzino coi suoi fedelissimi: Guido Renzi, Claudio Benigni e Giuseppe Laversa. “E’ tutta colpa di Polidori, diceva che era tutto regolare! E’ lui che ha firmato”. La tensione è alle stelle, la pressione si fa sentire: “Adesso pure quello che fa il consigliere regionale mi attacca in continuazione. E per cosa? Per un maledetto distributore di benzina! Va anche dicendo che sono un despota, quando lui era peggio di Stalin”. Maledetto Perazzoli!

“Mi accusa di essere un uomo solo al comando, con tutti i consulenti che ho nominato”. Fuori dalla porta una signorina piange a dirotto. La consolano: “Non fare così, Margherita. Vedrai, l’Udc ci aiuterà”.

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