SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La corsa al Quirinale è aperta. Tutti trattano, ce ne fosse uno che parli. “Non dico il mio preferito, sennò lo brucio”, è la motivazione comune. Ecco allora gli identikit, può o meno concreti, che a volte lasciano il tempo che trovano.

Un problema che non riguarda, vivaddio, la politica locale. In Riviera ci si può sbizzarrire, non è reato lanciare le proposte più curiose e stravaganti. E se c’è chi non si discosta troppo dal tracciato imposto da Roma e dagli indirizzi di coalizione, altri stanno al gioco e, almeno per un istante, svestono le rispettive casacche.

Come sette e quattordici anni fa, Emma Bonino riscuote grandi consensi. In perfetto stile Sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno la piglia. Che sia questa finalmente la volta buona?

Il suo nome viene pronunciato in continuazione: l’ultima in ordine di tempo è stata Mara Carfagna, immediatamente redarguita dal capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. Eppure, in riva al Tronto, l’ex Commissario Europeo garba assai al centrodestra. A Luca Vignoli, che la definisce “una delle poche personalità in grado di non nauseare la gente”, o a Pasqualino Piunti che si sentirebbe “abbastanza garantito” dall’esponente radicale. La figura alternativa del vice-presidente della Provincia è quella di Piero Alberto Capotosti, “apprezzato costituzionalista di alto spessore morale”.

Voglia di Bonino anche per il capogruppo del Pd in Consiglio Comunale, Claudio Benigni, e per gli assessori Paolo Canducci (“per la sua storia politica, le sue battaglie per i diritti civili e per la credibilità di cui gode in Italia e all’estero”), Leo Sestri (“donna libera, aperta e di elevata esperienza”), Margherita Sorge e Marco Curzi, con quest’ultimo che la abbina a Romano Prodi (“entrambi stimati in Europa”). Ventaglio più ampio per Fabio Urbinati e Luca Spadoni: i delegati a Bilancio e Trasporti votano sì Emma, ma al pari di Stefano Rodotà. “In ogni caso – precisa Urbinati – riterrei la riconferma di Napolitano la soluzione più utile. C’è solo un problema: l’età”.

Il giurista, Garante della Privacy dal 1997 al 2005, piace al segretario provinciale dell’Idv giovanile, Alessandro Marini: “E’ un uomo di rottura, non di partito, con la schiena dritta”. Il parigrado dei democratici, Iacopo Zappasodi, punta invece sul Professore due volte Presidente del Consiglio.

Testimonial di Romano pure il segretario dei Socialisti, Umberto Pasquali, i consiglieri Pierfrancesco Morganti e Roberto Bovara e il sindaco Giovanni Gaspari.

Destino vuole che la divisione col trio Perazzoli-Emili-Pezzuoli invada persino le Quirinarie in salsa picena. All’unanimità sposano il Lider Maximo D’Alema, con l’ex first-lady che non disdegnerebbe nemmeno Giuliano Amato.

Gianni Letta è il soggetto ideale a detta dei berlusconiani: il coordinatore provinciale Andrea Assenti, Bruno Gabrielli e Giacomo Massimiani stravedono per lui. A sorpresa concorda sull’incoronazione del braccio destro del Cavaliere il Presidente del Consiglio Comunale, Marco Calvaresi, che contemporaneamente strizza l’occhio ad Anna Finocchiaro.

Opta per un uomo e una donna Annalisa Ruggieri, unica quota rosa nel movimento pidiellino: “Anna Maria Cancellieri, concreta, pragmatica, attenta e conoscitrice dello Stato, oppure Marcello Pera. In lui vedo un moderato che privilegia il dialogo, il confronto agli scontri”.

E i grillini? Corrono da soli, prediligendo la nicchia, il colpo ad effetto. “Propongo Giulietto Chiesa – afferma Riego Gambini – un candidato simbolico, provocatorio, che condivide con me identici principi. Comunque, prima di eleggere un Presidente della Repubblica, occorrerebbe creare la Repubblica”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 763 volte, 1 oggi)