Via libera. Visto che l’invito ai nostri lettori di contestare le considerazioni da me espresse nell’ ultimo disappunto è stato accolto da un solo lettore anonimo con il quale ho avuto uno scambio democratico di idee, da adesso in poi ogni commentatore potrà farlo. Non saranno cioè accantonati quei commenti di cittadini sambenedettesi (e non) che vorranno convalidare il mio pensiero e magari ampliarne i contenuti.

Politica sambenedettese. Purtroppo non c’è niente da fare, quasi tutti i politici sambenedettesi oggi in maggioranza, sindaco in primis, continuano a camminare come se intorno a loro ci fossero solo sudditi senza aver capito, specialmente in questo momento storico, che il mondo sta cambiando e che il bene comunitario diventa sempre più importante rispetto a quello clientelare che li ha messi su importanti poltrone pubbliche.

Anzi, forse per questo motivo e cioè perché non occupano certi posti per merito ma per becero clientelismo, sanno di non poter competere in un’eventuale nuova consultazione comunale.  Non potranno più promettere posti di lavoro perché se li sono finiti; non potranno più promettere, in cambio del voto, contributi pubblici regionali, provinciali, comunali ad associazioni (un paio di loro sono dei veri maestri in questo campo), ma anche a privati, perché i soldi pubblici sono più controllati e sempre meno; non potranno più far affidamento sulla complicità della stampa perché non è la stessa di prima; non potranno più fare ‘pappa e cucchiara’ con gli imprenditori edili perché costruire non è più un business e le manette diventano sempre più facili.

Insomma, per essere rieletti, molti di loro dovrebbero mettere in campo meriti diversi che sanno di non avere, quindi perseverano e si tengono incollati in posti che sanno di non meritare.

Se non fosse così perché non mettere riparo allo sfracelo che si sta facendo alla città di San Benedetto del Tronto aiutando il sindaco a rendersene veramente conto. L’esempio di quanto dico è il silenzio assordante e quindi di tacito assenso alle critiche mirate che provengono da giornalisti e lettori cittadini sambenedettesi su queste pagine. Non basta denigrarli dicendo “ce l’hanno con me“, queste sono affermazioni puerili e da parte di chi non ha argomenti per controbattere i cittadini che chiedono aiuto.

Fossi stato un politico avrei fatto di tutto per far cambiare idea a giornalisti e commentatori che non fanno accuse da “muro” ma accuse dettagliate che andrebbero smentite con convinzione. Evidentemente Gaspari e C. non hanno armi in mano per smentire e quei pochi che vorrebbero dialogare in modo trasparente con la città non hanno il coraggio di farlo. Forse per i motivi che ho elencato sopra. Un buon politico deve aver la capacità di ascoltare la piazza e selezionare, quindi fare tesoro, delle critiche sensate e democratiche più che dei complimenti interessati e a volte ipocriti.

Il primo cittadino sambenedettese è, invece, sempre in trincea da dove esce solo per andarsi a prendere un comodo e salato caffè. In più ha come segretario un portasilenzio strategico (è anche utile alla città?) più che un portavoce.

Senza capire che Riviera Oggi vorrebbe aiutarlo avendo come unica mira il bene della città che lui rappresenta. Lo abbiamo invitato più volte con garbo e gentilezza ma si è sempre rifiutato di parlare alla città dai nostri microfoni. Ci dicesse perlomeno il motivo per cui ci considera suoi nemici e che interessi avremmo per esserlo. Se scoprisse nostri interessi particolari a giustificazione del nostro agire, ci indebolirebbe ma, siccome non ne ha motivo, va avanti con metodi oscuri e anche disprezzabili. Troppo comodo caro Giovanni Gaspari.

Le indiscrezioni uscite dall’ultimo incontro tra rappresentanti del Pd nell’ultimo round dell’Unione Comunale allargata alle direzioni cittadine, tenutosi presso l’hotel Progresso non lasciano ben sperare. Sono volate parole grosse e questo mi fa piacere perché è il chiaro segnale e la conferma che molte cose non vanno nella direzione della città e mi auguro che a qualcosa siano servite o serviranno. Sembra che uno degli accusatori più importanti sia stato l’ex sindaco Paolo Perazzoli al quale in tempi non lontani molti dei presenti hanno fatto da codazzo. Non ho mai avuto grande stima di Perazzoli perché l’ho visto sempre come un politico con la mentalità alla ex Dc e Pci della Prima Repubblica ma se ha detto certe cose perché non ascoltarlo per partito preso ma, magari, cercare di capire se sta dicendo cose utili e giuste o no?

Non è sufficiente insultarsi con parole tipo “portinaia” o “cementificatore” per costruire qualcosa di buono anche se le due considerazioni riflettono il fatto che loro stessi sono consapevoli del danno che è stato fatto e viene fatto alla città.

In questo senso buone notizie ci giungono da Luciano Agostini che si è detto disponibile ad un incontro con la nostra redazione per parlare dei problemi locali. Nella speranza (mi è sembrato di sì) che sia disponibile a qualche mea culpa e ad un confronto franco senza “mezze misure” con i cittadini del territorio piceno, senza ipocrisie e senza domande precedentemente concordate come usa fare qualcun altro del suo partito. Chi vivrà, vedrà.

 

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