MARTINSICURO – La richiesta di dimissioni dell’assessore D’Ambrosio, avanzata dal Partito Democratico, scalda il clima politico di Martinsicuro. Il diretto interessato respinge tutte le accuse al mittente, mentre in una nota dell’amministrazione si liquida la vicenda sollevata dai Democratici come un’operazione di visibilità a mezzo stampa e un accanimento contro chi sta amministrando bene.

“Nessuna incompatibilità o conflitto di interesse – si difende l’assessore D’Ambrosio – La regolarità del mio ruolo di tecnico e di delegato ai Lavori Pubblici è stata indicata con un parere scritto dalla segretaria comunale già all’inizio del mio mandato”.

Il documento firmato da D’Ambrosio è una Scia per un cambio di destinazione d’uso. “Tutto è stato fatto alla luce del sole e non ci sono i presupposti per il conflitto di interessi di cui mi si accusa”.

Un duro attacco nei confronti dei Democratici arriva anche dal palazzo comunale, con una nota dell’amministrazione Camaioni: “A 11 mesi dalle elezioni amministrative i rappresentanti del Pd locale continuano a dimostrare di porre la massima attenzione verso questioni di ordine teorico e demagogico, piuttosto che verso quelli che sono i problemi concreti dei cittadini. Il fatto che l’amministrazione da noi rappresentata stia rispondendo in maniera ottimale alle necessità del territorio, li porta ad accanirsi con chi si sta spendendo, collaborando al meglio con gli uffici comunali preposti, in modo energico e sistematico in questo tipo di attività, ovvero il nostro assessore ai Lavori Pubblici”.

Nella nota si fa riferimento al parere della segretaria comunale rilasciato a maggio 2012, all’indomani delle elezioni: “l’art 78 del Tuel – spiega l’amministrazione – non parla di incompatibilità, ma di obbligo di astensione che si qualifica come un precetto generale di comportamento dei componenti della Giunta che svolgono attività professionale privata e che siano titolari di quell’ufficio pubblico (Urbanistica) nell’ambito del territorio da essi amministrato, con l’obiettivo evidente di evitare posizioni conflittuali con l’ente territoriale.

Nel caso specifico del nostro assessore – si legge ancora – non è dato ravvisare alcun elemento che possa rendere logicamente ipotizzabile la possibilità di un conflitto di interessi, in quanto tutte le situazioni oggetto dei “controlli a campione” non sono altro che mere comunicazioni che non vanno ad incidere su atti amministrativi, ma sono assoggettate ad un’attività di controllo da parte della pubblica amministrazione”.

Sulla tempistica della risposta che si sarebbe dovuta fornire alla minoranza, l’amministrazione si giustifica asserendo che la lettera, protocollata il 3 aprile, è stata consegnata agli uffici il giorno successivo. “Per cui – si legge ancora – se non avessero ceduto alla loro solita voglia di occupare le pagine dei giornali locali nel fine settimana, indicendo una conferenza stampa per il 5, avrebbero avuto soddisfazione ricevendo i chiarimenti richiesti”.

“Pertanto – prosegue l’amministrazione – la richiesta di dimissioni appare del tutto ingiustificata, insostenibile e frutto di un modo ormai largamente superato di intendere la politica, fatta di attacchi personali e non di confronti sui contenuti tesi a migliorare l’azione amministrativa a favore dei soli di cui ci si dovrebbe preoccupare: i cittadini”.

La maggioranza Camaioni parla poi di “trasparenza e partecipazione che resteranno ancora per molto tempo i nostri principali biglietti da visita” e di un “atteggiamento costruttivo nei confronti delle minoranze consiliari”. Il riferimento è alla riunione con i capigruppo tenutasi un paio di giorni fa, finalizzata ad illustrare le linee guida del bilancio di prossima approvazione e a raccogliere proposte e suggerimenti delle minoranze.

“Rispetto alla partecipazione dei cittadini – concludono – ci scuseranno se non è nostra intenzione fare incontri di semplice facciata, ma organizzarne solo nel momento in cui si possono fare proposte e dare risposte concrete che non rimangano poi semplici parole come in passato si è spesso fatto”.

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