SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovanni Gaspari vuole andare alla conta. Lo ha detto chiaro e tondo al Partito Democratico, durante l’Unione Comunale di mercoledì sera all’Hotel Progresso. Un appuntamento allargato alle segreterie di circolo, nel quale il sindaco ha lanciato la proposta di una votazione nei suoi confronti: “Voglio sapere cosa pensa il mio partito di questa amministrazione comunale”, avrebbe dichiarato nel corso del suo intervento iniziale. Basta dunque col tiro al piccione: il primo cittadino intende pesare una volta per tutte il proprio consenso all’interno della prima forza di maggioranza.

Spetterà al segretario locale Felice Gregori fissare la data della resa dei conti. Sempre che di resa dei conti si tratti davvero. Quello del sindaco infatti sembra più che altro un atto di forza: farebbe leva sui componenti dell’Unione, circa una cinquantina, a lui molto vicini. Quindi i consiglieri comunali del Pd – per ora tutti a favore del capo, fatta eccezione per Loredana Emili e Sergio Pezzuoli – i componenti democratici della giunta (Sorge e Urbinati), i segretari di sezione ed altri organismi dirigenti eletti nell’autunno del 2009. Il numero uno di Viale De Gasperi non correrebbe pertanto rischi, con l’operazione che avrebbe esclusiva valenza di facciata.

Provocazione? Può darsi. Ma c’è un ma. “O esce con l’unanimità o ha perso”, borbotta qualcuno. “Certe azioni uno può attuarle solo se è sicuro che tutti stiano la sua parte. Ed è palese che così ad oggi, non è. Se finisse in percentuale 70 a 30, cosa accadrebbe? Dovrebbe dimettersi”.

Eppure, a casa non sarebbe chiamato ad andarci, visto che in Consiglio Comunale i numeri ci sarebbero ancora. “Contano gli atti approvati in assise”, ha sempre dichiarato Gaspari. Il resto è “gossip politico”, d’altronde.

Non va però dimenticato che si sta parlando del Pd, partito d’appartenenza. Aspetterebbero poi il sindaco al varco Verdi, Italia dei Valori e Socialisti, che nelle ultime settimane qualche grattacapo gliel’hanno creato.

Prima la Fiera di Mosca, con imbarazzi annessi; successivamente la delibera sul distributore di benzina, che mezza giunta s’è rifiutata di modificare optando per il ritorno in Consiglio. Infine ecco la querelle sulle pensiline fotovoltaiche: “Non avremmo mai immaginato che fossero così impattanti”, è il commento generale.

A tal proposito Gaspari non avrebbe mosso ciglio. Nessun riferimento al caso del momento, se non tramite Pezzuoli: “E’ stata installata una bruttura – ha denunciato – il progetto si sarebbe dovuto valutare bene, aprendo un discorso condiviso e graduale con la cittadinanza”.

La riunione (a questo punto meglio chiamarla analisi di gruppo) proseguirà comunque mercoledì prossimo. Senza fine.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 688 volte, 1 oggi)