Pesce avariato. Ci consola molto la notizia con la quale il sindaco Giovanni Gaspari e l’assessore Urbinati comunicano che  il pesce “obsoleto” non era lavorato dai commercianti di San Benedetto ma  da “aziende dell’entroterra sambenedettese, escludendo pertanto che si tratti di imprese operanti nell’ambito del porto cittadino“. Dove poi non si è capito bene. Anche perché l’entroterra di una città è solitamente a due passi.

Ben venga la notizia ma la smentita data da noi, dalle pagine locali dei quotidiani nazionali (mi aspetto locandine davanti alle edicole uguali e contrarie), da nostre radio locali, da tv locali a cosa serve?

Bè quella on line, a dir la verità, un po’ di più ma l’effetto negativo non si elimina se non si “obbligano” Tg1, Studio Aperto, Sky eccetera a dare la stessa evidenza alla notizia che, a questo punto potremmo definire inesatta ma comunque dannosa per il prestigio sambenedettese in un campo che non era stato ancora contaminato dalla malapolitica e dal malaffare. Il dato di fatto, cioè, che a San Benedetto non ci sono più vere attrazioni turistiche, che la città sta diventando più brutta, ma che qui il pesce è “buono e ben cucinato” è una nomina da conservare con le buone o con le cattive, come in questo caso.

Tg1 e compagnia bella devono chiarire altrimenti il comunicato del Comune non serve a niente o a pochissimo. Sbaglio? Mi auguro che la smentita arrivi prima possibile dall’informazione nazionale e internazionale dalla quale dipende anche il nostro valore turistico. Sennò, andare alle fiere o non so dove, diventa tempo perso.

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