SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli Auguri del nostro Vescovo Gervasio Gestori, anche la nostra redazione vi augura una serena e felice Pasqua.

Carissimi,
le feste pasquali di questo anno arrivano dopo una Quaresima, vissuta durante le prime settimane nell’attesa del nuovo Pontefice e poi rallegrata dall’arrivo, “da un Paese lontano”, di Papa Francesco.
La scelta di Benedetto XVI di lasciare il suo mandato aveva scosso il mondo intero e merita il nostro profondo e ossequioso rispetto. E’ stata una decisione presa con sofferenza e maturata nella preghiera per “il bene della Chiesa”.

Ora abbiamo Francesco, già cardinale italo-argentino, arcivescovo di Buenos Aires, che fin dai primi passi del suo ministero pastorale dimostra grande semplicità, profonda umanità, simpatica tenerezza, e soprattutto appare come un autentico uomo di Dio, che considera il potere come un umile servizio, attento specialmente a chi è più povero e maggiormente bisognoso.

Siamo rimasti tutti conquistati dall’immediatezza del suo stile. Non si tratta solo di qualcosa di umano, pur bellissimo e suadente. Questo essere ed agire del Papa trova il suo fondamento nel Signore Gesù, la radice spirituale dell’albero, sul quale fioriscono e maturano, come nella vita di San Francesco, i frutti della bontà, dell’umiltà, della cordialità, della poesia, della pace, dell’ecologia, della lode.

Questi frutti sono amati da tutti e tutti vorremmo poter gustare la gioia umanissima, che da essi abbondantemente promana per la nostra vita personale e sociale. Essi sono dono del Signore, morto e risorto per donare perdono, pace e speranza a tutti gli uomini disponibili a credere.

Siamo tutti chiamati ad essere parte di questo rinnovamento spirituale, personale e cosmico, portato alla storia del mondo con la Pasqua di Cristo. Tutti possiamo riprendere a camminare nella nostra vita, abbandonando paure e pessimismi che ci frenano e ci intristiscono, per andare incontro al futuro con certa speranza e con viva gioia. Tutti dobbiamo avere rispetto per le realtà della natura, uscita armonica dalla potenza creatrice di Dio, che domanda a noi di essere custodita con amore.

Questo si realizza, se viviamo in pienezza la Pasqua, da credenti che pensano e che vogliono convertirsi ogni giorno. Disse una volta il Card. Ratzinger che il rinnovamento vero della nostra vita consiste nel darsi da fare “per far sparire nella maggiore misura possibile ciò che è nostro, così che meglio appaia ciò che è Suo, del Cristo. E’ una verità, che ben conobbero i santi, i quali, infatti, riformarono in profondo la Chiesa, non predisponendo piani per nuove strutture, ma riformando se stessi”.

Il diffuso degrado spirituale e morale e la presente crisi materiale e sociale non devono spaventarci, ma piuttosto spronare, perché ciascuno faccia la sua parte, senza tirarsi indietro, e non limitandosi alla denuncia dei mali. Essere credenti e pensanti significa, innanzitutto, essere persone che colgono la presenza di Cristo nella vita e nel mondo e vogliono vivere il Vangelo dignitosamente e coerentemente, sapendo testimoniare la forza formidabile del Signore Risorto.

Possiamo fare questo con la grazia del Signore. Ci dobbiamo riuscire!

La Pasqua è invito per ogni cristiano ad essere convinto della propria fede, orgoglioso di partecipare ad un Popolo di persone che hanno speranza, con la forte volontà di donare al proprio mondo qualcosa di nuovo, di vero e di grande. C’è una sete enorme di futuro certo e di gioia duratura.

Auguri di buona Pasqua a tutti. Con la mia benedizione

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