Turismo. La mia proposta è di mettere in cantina la questione Russia per riparlarne a fine settembre. Se i risultati oggettivi saranno confortanti e dimostrabili, un plauso al sindaco e all’assessore Sorge non glielo toglierà nessuno. Anzi, noi ci impegniamo sin da oggi a rendere loro merito del successo ottenuto con grande enfasi. Senza pretendere chissà ché naturalmente, ci vuole tempo per ottenere risultati sostanziosi. Il contrario se si rivelerà un flop.

Detto questo, vedo che l’amministrazione sta dormendo sul progetto lungomare nord per il quale noi stiamo provando a dare una mano convocando ogni sabato mattina esperti (architetti, ingegneri), albergatori, titolari di chalet e cittadini comuni per discutere sull’importante argomento. Sabato scorso si è tenuta la terza seduta presso l’hotel Progresso in presenza di circa 20 partecipanti. La prima si tenne presso la sala riunioni di Villa Corallo, la seconda nell’aula della giunta comunale. Soltanto in quell’occasione ci fu la presenza dell’assessore Leo Sestri. Nelle altre il Comune è risultato assente, eppure ci sarebbe stata la necessità del contributo di un suo esponente. Magari solo per assistere ai lavori in attesa di una convocazione ufficiale.

Come potete leggere nei resoconti di Pier Paolo Flammini si sta tentando di arrivare ad una soluzione più partecipata possibile. Tante le idee, tutte interessanti. La più giusta e anche più realizzabile, secondo me, è stata suggerita dal presidente degli albergatori, Gaetano Sorge: «Nella parte nord del lungomare serve soltanto una “pesante” ristrutturazione senza stravolgimenti particolari e magari evitare di ripetere gli errori della parte sud per quel che riguarda la pavimentazione», che aggiungo io non è soltanto penalizzante per i portatori di handicap o per le carrozzine in genere.

Il tutto per un costo di 3-4 milioni al massimo. Nella riunione in cui era presente Sestri si è pensato anche di convocare per le prossime riunioni l’architetto Davarpanah Farnush per coinvolgere e confrontare le sue idee con quelle dei cittadini. Infatti non si capisce perché tutto deve partire e finire dalla sua “testa”. Eppure è un professionista stipendiato dal Comune che non lavora gratis per la comunità ma ha diritto a percentuali sulla spesa necessaria (per esempio circa 200mila su 10 milioni) oltre ad alcuni diritti e voce in capitolo sulla gestione e la manutenzione delle strutture da lui ideate e fatte realizzare.

Il percorso che stiamo facendo, oltre all’obiettivo di unire più cervelli per raggiungere le migliori soluzioni, potrebbe portare ad un vero e proprio bando di idee. Si raggiungerebbero due scopi, quello di un lungomare più “pensato” e quello di evitare quanto è accaduto fino ad oggi che sintetizzo con una tipica frase sambenedettese che rappresenta molto bene quanto è accaduto finora: “orapruè tutte pe mè“.

Durante le riunioni sono scaturite  tante altre idee sul lungomare ma anche su altre zone della città. L’amministrazione farebbe bene a partecipare agli incontri, magari insieme al suo architetto preferito.. Se non altro per  ascoltare, visto che sperare in una partecipazione e ad un coinvolgimento più attivo da parte di altri tecnici, sembra ancora una chimera.

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