SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quattro punti da recuperare a sei giornate dal termine, con una squadra che è lontana parente di quella che, proprio nelle gare d’andata contro Ancona e Termoli, pur conquistando un solo punto contro i due del ritorno, sembrava destinata a dominare il resto del campionato: gioco spumeggiante, Napolano trascinatore, Shiba in gran forma, Santoni e Forgione rincalzi d’oro. E il centrocampo acquisiva un Traini che, dopo un inizio di campionato a basso rodaggio, diventava dominatore incontrastato.

Oggi è un’altra Samb, ma molti dei problemi sono dovuti proprio alle prolungate assenze per infortunio del centrocampista grottammarese, al quale oggi si sono cumulate quelle di Onesti (squalifica) e Scartozzi (stiramento). Traini è l’unico giocatore della Samb, oltre l’under Carpani, a far valere la propria forza fisica e l’altezza: gli altri, Scartozzi, Onesti, Napolano, Forgione, Santoni, sono dei pesi piuma al confronto.

La partita contro il Termoli ha avuto un avvio lento, anche se, durante l’intero incontro, sono stati sempre i rossoblu a proporsi con più insistenza all’attacco. Primo tempo forse più equilibrato, con un’ottima occasione per Santoni, e due pericolose incursioni ospiti, su tiri però smorzati. Pazzi pareva reattivo, sempre pronto a scattare sul filo del fuorigioco. Scartozzi copriva e lanciava con precisione. Di fronte, giova ricordarlo, c’era la terza forza del campionato, che contro i rossoblu si giocava le residue possibilità di un recupero verso la prima posizione.

Nella ripresa, uscito Scartozzi, Palladini passava al 4-2-3-1, con Santoni dietro Pazzi e Puglia esterno destro. Proprio i due confezionavano la più ghiotta occasione della partita, ma il colpo di testa del centrocampista giuliese usciva di poco. La Samb, senza mediano di ruolo ad eccezione di Carpani, continuava ad avere il pallino del gioco ma in realtà non pungeva mai: Pazzi si è inabissato, Napolano è evidentemente stanco, Santoni mostrava buona volontà ma poca risolutezza. E così, sull’unico errore difensivo, ecco il gol molisano: che sembrava, a quel punto, complicare l’intero campionato.

C’è stato lo scatto d’orgoglio, un po’ di fortuna da parte di Puglia e la freddezza di Napolano, ed ecco il pari su rigore.

Ma i guai della Samb sono iniziati proprio da quel 3-3 rocambolesco acciuffato con la capolista San Cesareo, lo scorso 20 gennaio: da quel momento, in 9 partite, la squadra di Palladini ha ottenuto soltanto 13 punti, una media da metà classifica. In questo periodo si sono avuti, appunto, dei contrattempi fisici che hanno bloccato Traini, vero trascinatore nella parte centrale del torneo, mentre Napolano è tornato un calciatore “normale”, quando, nel girone di andata, sembrava capace di far vincere le partite da solo. Contemporaneamente, Henry Shiba è finito stabilmente e tristemente in panchina, coi suoi 12 gol.

Arrivati a questo punto della stagione, nonostante il San Cesareo abbia sulla carta un calendario molto impegnativo (il rischio, però, è che a fine campionato molte squadre abbiano raggiunto gli obiettivi minimi e siano già demotivate) si aprono solo due scenari (escludendo per scaramanzia quelli nefasti per i colori rossoblu):

a) vincere a Civitanova e sperare in un clamoroso passo falso del San Cesareo contro l’Astrea: a quel punto i laziali tornerebbero a tiro della Samb e nelle ultime cinque partite potrebbe accadere qualsiasi cosa;

b) restare con quattro punti di distacco anche dopo la partita di giovedì: a quel punto sarà necessario un vigoroso cambio di marcia.

Ad esempio quest’oggi, ancor prima del gol di D’Angelo, si poteva ipotizzare finalmente di vedere un attacco con Pazzi e Shiba contemporaneamente in campo, e con Napolano nelle vesti di suggeritore. Non è detto che sarebbe andata meglio, ma di fatto sono i tre giocatori che assieme hanno realizzato i 2/3 dei gol rossoblu, e almeno in casi particolari sarebbe il caso di giocare questa carta, necessaria quando le partite sono da vincere a tutti i costi. E da giovedì, piaccia o meno, sarà sempre così.

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