Samb. La nostra squadra di calcio continua a far parlare di sé per la sua forza: tre cannonieri nei primi posti non ce li ha nessuno, ha segnato il maggior numero di gol, è la seconda dopo la Vis Pesaro per i gol subiti, ha giocatori come Napolano e Carpani di categorie superiori. Insomma con questi numeri nel 99% dei casi si vince il campionato: controllate all’uopo i campionati passati di tutte le serie calcistiche.

Putroppo però i nostri colori rossoblu continuano a far parlare di sé anche per altri fattori tra i quali andranno ricercati, speriamo di no, i motivi nel caso di mancata vittoria finale: l’instabilità societaria e l’eccessivo e negativo “amore” verso la propria squadra da parte di una frangia di tifosi apparentemente incontrollabili. Due dati di fatto che nessuno, credo, possa contestare o ritenerli fantasiosi.

Cosa fare in casi così per evitare il peggio (la mancata promozione) e rinviare alla fine dell’impresa gli aspetti negativi di cui sopra?  Io propongo la mia ricetta ma senza alcuna presunzione per la sua giustezza.

1– i tifosi che hanno tirato Borghetti, seggiolini e quant’altro innescando una specie di “guerriglia” con la commissione disciplinare (che abbia anch’essa colpe e omissioni è fuori di dubbio) facciano un esame di coscienza e dichiarino pubblicamente (anche in modo anonimo su queste pagine, se vogliono) che hanno capito e non commetteranno più gli stessi errori. E’ necessario perché credo che, al di là di certe esagerazioni dovute probabilmente ad esuberanze “provocate”  e quindi da evitare, quello che è accaduto è frutto di un amore molto grande per la propria squadra ma principalmente per la paura di non lasciare neanche quest’anno una categoria che i loro padri e nonni gli raccontano assolutamente inidonea a maglie così gloriose a livello nazionale. Una specie di troppo amore e come si sa il troppo storpia. Storpiamelo di meno.

2– la società deve, almeno fino al raggiungimento dell’obiettivo, smetterla di parlare: una volta di soci che garantirebbero addirittura la serie B, un’altra volta dell’impossibilità economica da parte degli unici soci, oggi di due cordate anonime di acquirenti e del contestato bilancio societario, dichiarazioni altalenanti a seconda dei risultati anch’essi altalenanti negli ultimi tempi. Dichiarino anche loro, insieme alla squadra e a viso aperto, la realtà delle cose e cioè: “Siamo tutti consapevoli dei problemi economici che un po’ di confusione la creano e come nell’ambiente calcistico rossoblu ma anche in altri appartenenti alla nostra società che non giocano ma continuano ad essere fedeli ai colori. Per i prossimi 30 giorni puntiamo tutti allo stesso obiettivo ma senza far finta che la situazione non è gravissima.

3- riconosciamo e diciamolo tutti insieme: un grazie immenso a quella grande massa di sportivi veri, attempati e giovani, che vogliono il ritorno della Samb nelle categorie che merita. Valgono di più o come i tifosi più “accesi” della curva. Gli eredi di quelli (anche loro) che una volta occupavano il “prato” del Ballarin e lo rendevano quasi inviolabile grazie esclusivamente  alle loro urla e al loro entusiasmo che contagiava gli uomini in campo più di tanti Borghetti e corpi contundenti lanciati dagli spalti.

Fossi nei due dirigenti  la smetterei anche di addossare colpe ad altri (vedi continui attacchi a Spina e Sindaco), anzi li convocherei per dire insieme alla città che in questo momento l’unica cosa che serve è la Seconda o Prima divisione e che le diatribe (nessuno tra l’altro ha ragioni certe e dimostrate per quello che dice) al 5 maggio per festeggiare insieme per poi ricominciare a litigare il giorno dopo.

Purtroppo, però, Bartolomei sarà fuori l’Italia in questi delicatissimi prossimi 30 giorni e credo che non possa fare diversamente ma non è un bene perché la sua presenza fisica per le prossime sette partite sarebbe stata importante.

Il tutto (mi spiace dirlo ma è così) passa dalla gara con il Termoli. È purtroppo decisiva. Affrontiamolo come facemmo in passato con Lazio, Atalanta, Genoa, Torino, Sampdoria, Verona, Bari tutte gare epiche che risultarono decisive per il raggiungimento della salvezza. Stavolta mancherà la componente più importante che portò a quelle imprese (la tifoseria e in primis i penalizzati abbonati)  ma per questo motivo il merito dei giocatori in campo sarebbe doppio.

Chiudo con un Forza Samb che non è per me un semplice slogan.

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