Politica. Rivolgo ai nostri lettori questa domanda: cosa spinge da mezzo secolo le persone a darsi alla politica e a conquistare con la propria elezione una posizione di potere che sia locale, provinciale, regionale o nazionale? La passione, lo spirito altruistico e quindi il sacrificio per una causa giusta a favore dei propri concittadini o dei propri connazionali con sobrietà e umiltà?

(L’ultima parte l’ho tratta dal discorso odierno della neo eletta presidente della Camera dei deputati (terza carica istituzionale dopo quella di presidente della Repubblica e di presidente del Senato), quindi dai suoi auspici per il prossimo futuro). Tutti sanno che non è così.

La risposta per quanto riguarda il passato è molto più semplice e conosciuta, questi i veri motivi che hanno spinto moltissimi italiani a candidarsi:

1° arrivare ad un lauto stipendio  2° esercitare un potere in grado di generare rispetto e servilismo  3° arrotondare il già lauto stipendio con rimborsi milionari cosiddetti elettorali che presero vigliaccamente il posto del finanziamento ai Partiti, sonoramente bocciato tramite un referendum popolare  4° assicurarsi il futuro grazie ad una lauta pensione. Il tutto preceduto da campagne elettorali nelle quali la vendita di fumo per i lontani e di promesse di scambio del voto per i più vicini (iscritti e compagnia bella) l’avevano fatta da padrone. Il tutto a discapito di lavoro, economia globale, istruzione, turismo, cultura che dovrebbero essere le priorità di un amministratore pubblico che si rispetti. I risultati sono davanti agli occhi di tutti. Eletti da tantissimi voti inconsapevoli che, personalmente, da ventun’anni (1992, nascita di Sambenedetto Oggi, vedi secondo dei 952 numeri finora editi) rimprovero agli elettori.

Qualcuno ha iniziato da tempo a dire basta (Grillo) ma la speranza si è concretizzata soltanto un mese fa. Una “montagna” di voti inconsapevoli e di astenuti è stavolta scesa in campo per riportare sulla terra ladri, sfruttatori, lobbisti e trafficanti che direttamente o conto terzi da 50 anni sguazzavano senza resistenze nel mare della malapolitica. La situazione è stata ed è ancora questa: sfido chiunque a contestarmela.

Per questi motivi invito il M5S a tenere duro perché, se lo spirito per cui sono nati è quello che ho sopra accennato, un minimo cenno di debolezza può vanificare un lungo lavoro utile per riportare la politica ai giusti ideali. Giusti ideali oggi enunciati con molta chiarezza dalla maceratese di Sel Laura Boldrini a Montecitorio. Troppi sono ancora i poteri forti che non vogliono il rinnovamento invocato da Grillo & C., se non a parole. A proposito di parole voglio ricordare alla Boldrini che il discorso fatto dal suo predecessore Gianfranco Fini, quando fu eletto, era molto simile a quello suo di oggi. Gli italiani vogliono i fatti perchè le sue parole “facciamo in modo che torni la buona politica” sono un’eccezionale CONDIVISIONE con le ragioni che il M5S sta inseguendo con forza e ostinazione.

Ho l’impressione che, se M5S cede alle interessate pressioni di questi giorni della malapolitica (quelli che si sono dati alla politica per i motivi che ho espresso all’inizio di questo mio DisAppunto) ed entra, seppur a piccolissimi passi nel sistema malato, che non è finito affatto come Grillo e Casaleggio hanno capito bene, il rischio che un fantastico sogno svanisca… per qualche dollaro in più, è realistico. E’ ancora presto per inserirsi nelle “istituzioni” per costruire o per lasciare un segno indelebile volto all’auspicato “ritorno della buona politica”. Con i grillini o senza i grillini.

Sì, perché sono convinto che, se i grillini portano a termine la missione iniziale, lo spirito dei nuovi politici cambierà e loro (o altri) potranno incidere concretamente sulle riforme necessarie. Quindi anche se non saranno più loro o se non si chiameranno più M5S o grillini. Il ferro va battuto quando è caldo ora è ancora tiepido. Auspico quindi nuove elezioni? Non sarebbero necessarie solo se magicamente anche un buon numero di giovani PD (con elle e senza elle) iniziassero ad emulare lo spirito grillino con le parole prima e subito dopo con i fatti. Contrariamente a quello che non vogliono i conservatori non eletti del Pd e l’oligarchia del Pdl. Soltanto così si può arrivare oggi ad una maggioranza in grado di dare un governo sano e in grado di provare ad affrontare gli ostacoli economici che si preannunciano difficilissimi se non impossibili da risolvere.

Chiudo con un mio pensiero religioso personalissimo per il quale non pretendo alcuna condivisione ma nemmeno derisione come a qualcuno verrà in mente.

Io sono credente (mi definisco aspirante cristiano) perché convinto che nulla viene per caso e che lo Spirito Santo esiste. In tempi così duri e con l’essere umano sull’orlo del totale decadimento, le dimissioni di Benedetto XVI e l’arrivo di un Papa più incisivo e determinato a “combattere” chi sta portando i poveri ad essere sempre più poveri ed in numero crescente, sono un segnale divino da non trascurare. Il Movimento di Grillo rientra, secondo me, in questo stesso disegno. Un motivo in più per non vanificare (gli esseri umani ne sono maestri) un miracolo del quale gli stessi leader del Movimento ancora non si rendono conto.

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