SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il fiuto ce l’ha nel sangue. Anzi in quelle scarpette che ogni maledetto sabato macinano chilometri di rettangolo verde. Precisione millimetrica, l’egoismo del goleador, fisicamente inesauribile Alessandro Di Girolamo è lo spauracchio di ogni portiere. Sei anni con indosso quella maglia biancoceleste che lo ha reso protagonista di molte battaglie e che lo avvicinerà alla più grande soddisfazione che può regalare un campionato.

A distanza di 2 anni, torni ad essere in vetta alla classifica marcatori.
«E’ ovviamente una grossa soddisfazione per me. Non sono partito bene all’inizio del campionato, poi pian piano sono riuscito a ritrovare confidenza con il gol sperando di continuare cosi fino alla fine».

Sempre nel 2011 hai toccato quota 21: adesso sei a 17 con ancora 5 gare (incluso quella di sabato) da giocare. Supererai il record?
«Ce la metterò tutta perché sarebbe un bel traguardo personale essendo di Porto d’Ascoli sono molto legato a questa squadra. Adesso penso a lavorare bene durante la settimana per arrivare al massimo il sabato e con l’aiuto dei miei compagni proverò ad abbattere quota 21».

Vallesi F. del Montottone con 16 centri, Luzi della Jrvs Ascoli con 15. I tuoi rivali del gol ti fanno paura?
«C’è molto rispetto, ma non paura. Sono due ottimi elementi: il primo un bomber d’area, il secondo dotato di un tiro da categorie superiori. Sarà una bella sfida e chi se la aggiudicherà, l’avrà sudata e meritata».

Mancino, punta esterna e all’occorrenza torni a dare man forte al reparto in difficoltà.
«Sono ormai tre anni che da prima punta gioco regolarmente largo a destra per poter rientrare e calciare col mio piede forte. E’ un ruolo in cui mi trovo a mio agio anche se richiede sacrificio per la fase difensiva. Per fortuna che alle mie spalle c’è un certo Fabio Leopardi, per cui posso stare sempre tranquillo».

Cinque rigori di cui due sbagliati. Una par condicio che per un attaccante non è entusiasmante.
«Mi reputo un buon rigorista: in sei stagioni al Porto d’Ascoli da quattro batto dagli undici metri e purtroppo quest’anno ho fallito i primi due rigori. Spero siano gli ultimi perché per un attaccante segnare è sempre molto importante».

Rispettando la scaramanzia, un torneo esemplare che potrebbe divenire stellare già da sabato se si verificano dei risultati a favore.
«Stiamo affrontando una stagione ammirevole. La dirigenza è riuscita a trovare ragazzi responsabili e disponibili guidati da un allenatore preparato, vincente e sempre molto vicino a noi giocatori. Abbiamo una società che non ci fa mancare nulla e ci mette sempre nelle migliori condizioni per affrontare le gare, l’unico modo per ripagare di tanti sforzi è portare a termine questo campionato da vincenti. Mancano gli ultimi sacrifici e sono certo che non ci tireremo indietro, siamo un gruppo forte e determinato, sono sicuro che otterremo una grossa soddisfazione».

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