SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Impossibile tornare indietro, impossibile ricucire il rapporto, impossibile tracciare un nuovo percorso condiviso. Nel Partito Democratico la frattura tra le varie anime che lo compongono sembra ormai insanabile: da una parte il sindaco Gaspari coi suoi fedelissimi; dall’altra Loredana Emili e Sergio Pezzuoli, protagonisti di un viaggio in solitaria che non prevede ripensamenti.

Durante l’assemblea degli iscritti di mercoledì sera, il primo cittadino ha fatto suo il documento presentato dal capogruppo Claudio Benigni alla direzione provinciale del Pd. Un’azione rivendicata, con l’auspicio che vengano presi provvedimenti dall’alto in merito agli atteggiamenti assunti in assise dai due consiglieri.

“Il Bilancio è il documento principe dell’amministrazione; una bocciatura equivale a una sfiducia”, è quindi la tesi del primo cittadino. La Emili, dal canto suo, ribadisce il mancato rispetto del programma di mandato e passata la nottata rincara la dose: “Mi chiedo se un consigliere debba essere rispettoso sempre e comunque verso una amministrazione che si dimostra irrispettosa degli impegni presi. Perchè mai dovrei essere fedele ad una maggioranza di per sé infedele? Il sindaco si qualifica da solo, procedendo con più o meno esplicite minacce verso consiglieri critici e assessori poco compiacenti nei confronti delle sue personali scelte. Credo che ormai appaia per quello che è: il Re è nudo, va avanti solo con ritorsioni”.

I tempi supplementari sono rinviati a sabato pomeriggio. In quella sede prenderà la parola Pezzuoli, che presumibilmente contesterà la trasferta in Russia, dal costo di circa 40 mila euro. Una cifra ritenuta stridente, se traslata in un contesto morso da una crisi economica asfissiante. A pensarla così pure qualche assessore, che al momento dell’approvazione della delibera in questione ha storto il naso entrando in aperto conflitto col numero uno di Viale De Gasperi.

Eppure, il diretto interessato getta acqua sul fuoco, accusando la stampa di creare conflitti dove non ci sono: “O si è presenti alle riunioni o si rischia di scrivere solamente sciocchezze”, tuona Gaspari. “Gli assessori rispondono al sindaco, qualora non fossero d’accordo con me, voterebbero in maniera difforme. Le vostre sono fantasie”.

Immaginazione o meno, la fotografia attuale del centrosinistra appare impietosa, tra lotte intestine che stanno sfiancando l’esperienza del Gaspari-bis. Fiutato il pericolo, Antimo Di Francesco ha invocato l’indizione dell’Unione Comunale, che potrà decidere di chiedere alla Commissione di Garanzia di valutare l’esistenza della violazione dello statuto.

E’ proprio nell’Unione che si conosceranno le sorti del Pd. Qualora l’ala anti-Emili riuscisse ad imporsi, il movimento andrebbe verso una definitiva spaccatura, causando un effetto domino immediato sul Palazzo.

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