SAN BENDETTO DEL TRONTO – L’ennesimo atto vandalico nella Scuola Media Sacconi, avvenuto nella notte tra l’8 e il 9 marzo, ha creato sconforto fra i genitori. Questi hanno ritenuto di dover esternare pubblicamente una richiesta diretta all’Amministrazione comunale che riguarda l’istallazione di videocamere.

 Riceviamo e pubblichiamo interamente:

“Il nuovo atto vandalico che stamattina ha sorpreso noi genitori, insieme agli alunni e allo sconfortato personale della Scuola Media Sacconi, Istituto sambenedettese di alte tradizioni didattiche, impone concreti provvedimenti, non potendosi liquidare il fatto con le solite amare e vane considerazioni. Non si è trattato infatti dell’ennesima “goliardata”, del tipo di quella che inaugurò l’anno scolastico, con tanto di bis a distanza di pochi giorni: il blocco del cancello principale, con la colla nel lucchetto. Stavolta gli autori dell’atto, a quanto pare, hanno agito in “grande stile”: entrati nottetempo, dopo aver scassinato dei distributori automatici di cibi e bevande hanno distrutto in una classe sperimentale la Lim, lavagna interattiva multimediale che era l’orgoglio degli scolari di quella prima classe, e dell’istituto intero, in tempi tanto difficili. Da qualche giorno, quegli studenti entravano ed uscivano da scuola col loro bravo portatilino, prestato in comodato d’uso. C’era una bell’atmosfera di ‘progresso’ che entusiasmava quei ragazzini: stamattina, nel cortile, attoniti.

Questi autentici criminali si sono introdotti nell’edificio scolastico per vie traverse: il che denuncia un evidente fragilità nelle condizioni di sicurezza e di protezione della struttura. Fragilità che preoccupa non poco noi genitori e tutto il personale scolastico, per l’aprirsi di inquietanti incognite. Il limitrofo ex parco, durato nel 2008 solo due mesi per le devastazioni di cui fu subito oggetto, è in un orrido stato, insieme al vecchio edificio scolastico adiacente a quello della Scuola Media, senza che una valida barriera riesca a tenere separate le due aree; per giunta, lì, sul confine, si offre come ideale percorso di penetrazione in verticale la monumentale scala antincendio della Sacconi: sorta di torre che rende poco visibile e udibile dall’esterno chi sale o scende.

In attesa di una puntuale revisione di questo tipo di problematiche strutturali, non sarebbe ora di dotare l’istituto di un impianto di videosorveglianza? La recente normativa (Provvedimento in materia di videosorveglianza, 8 aprile 2010; Gazzetta Ufficiale, n. 99, 29 aprile 2010) prevede per l’“eventuale installazione di sistemi di videosorveglianza presso istituti scolastici” (art. 4.3) di limitare l’uso “di tali sistemi in casi di stretta indispensabilità, al fine di tutelare l’edificio ed i beni scolastici da atti vandalici, circoscrivendo le riprese alle sole aree interessate ed attivando gli impianti negli orari di chiusura degli istituti”. Tale limitazione verrebbe a tutelare “il diritto dello studente alla riservatezza” (art. 2, comma 2, D.P.R. n. 249/1998).

Se coloro che sono preposti ad amministrare la cosa pubblica, sentendo più il richiamo della coscienza civile ed etica che l’ovvio peso di eventuali responsabilità civili e penali, operassero per una rigorosa applicazione di una tale disposizione di legge, troveremmo la cosa infinitamente più degna e onorevole di qualsiasi “grande opera” che non fosse principalmente e direttamente indirizzata al bene dei nostri figli. Quanto poi a garantirne la “riservatezza”, noi genitori vorremmo prima ancora garantirne l’incolumità. Certo, quello della privacy è un problema sempre più preoccupante, ma pare contraddittorio che da un lato una legge di Stato imponga certe attenzioni, quando la TV pubblica lascia che martellanti messaggi pubblicitari invitino tutti, giovani e giovanissimi compresi (anzi, ideali destinatari di certi forti e irrazionali messaggi), ad abbandonarsi, “illimitatamente”, alle gioie multimediali del “navigare” e “messaggiare”.

 

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