SAN BENEDETTO DEL TRONTO – A colloquio coi cittadini. Per la prima volta dopo l’exploit alle elezioni politiche, il Movimento Cinque Stelle riesce allo scoperto, forte di un 32% dei consensi ottenuti a San Benedetto lontano da ogni ottimistica aspettativa.

Circa cento gli attivisti intervenuti sabato mattina nella Sala Consiliare del Comune. Domande, lamentele e pareri ascoltati ad antenne dritte dal consigliere comunale Riego Gambini e da Peppe Giorgini, rimasto fuori dal Senato della Repubblica per un pelo.

Le parole d’ordine sono trasparenza e, ovviamente, partecipazione. Non a caso, i Cinque Stelle da anni, ogni domenica in centro raccolgono dal vivo le istanze dei cittadini. Tuttavia, emerge al contempo un altro grido: “No agli intrufolati”. A dirlo è un ex elettore dell’Italia dei Valori: “Di Pietro ha compiuto il clamoroso errore di prendere tutti all’interno del suo partito. Grillo fa bene a selezionare le persone”.

Gambini definisce il Movimento un’officina. “E’ aperta a tutti. Non sparite, il vostro voto non basta, dobbiamo stare assieme. Facciamo migliore questa politica. Se punti un faro contro un ladro, questo non ruba più. Il nostro obiettivo è illuminare le zone d’ombra”.

Accantonata per il momento la battaglia anti-Gas Plus, il mirino dei grillini si sposta sulla sanità del Piceno. “Una storia complessa e triste, con il Madonna del Soccorso verso lo sfascio”. I Cinque Stelle fanno riferimento all’accorpamento della Cardiologia con il reparto della Medicina d’Urgenza. “Si vuole chiudere un reparto d’eccellenza, tra i migliori d’Italia. E’ un atto politico, di sicuro non indirizzato alla riduzione delle spese, dato che i due direttori sanitari tra San Benedetto e Ascoli non verrebbero toccati. Ci sta bene l’Ospedale unico, purché non si smantelli da subito il nostro nosocomio. Come ci potremo presentare in qualità di località turistica senza la cardiologia?”.

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