SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vittoria conquistata a Jesi rallegra gli animi ma non dissipa la coltre di nebbia sedimentata sulla vicenda relativa allo stadio.

Al termine della gara di domenica il vicepresidente Claudio Bartolomei espresse chiaramente l’intenzione di trasferire la squadra allo stadio Pirani di Grottammare. Il motivo? Fare in modo che chi deve prendere decisioni in merito alla questione che investe il Riviera delle Palme possa riflettere in maniera lineare. Una volontà non per nulla aleatoria e che anzi è stata ribadita con forza nel pomeriggio di venerdì 8 marzo: “Non ho abbandonato l’idea – ha dichiarato Bartolomei – La mia non è una presa di posizione ma un modo per sollecitare la piazza e l’amministrazione comunale. Non credo che giocare a Grottammare possa rappresentare un rischio per la squadra; ne abbiamo già parlato con i giocatori e nessuno ha espresso un parere contrario”.

Preso atto del fatto che l’obiettivo principale, attualmente,  è rappresentato dalla volontà di vincere il campionato, non si può non riflettere su ciò che potrebbe e dovrebbe accadere dopo. A tal proposito il vicepresidente rossoblu rivendica chiarezza al fine di poter stabilire come agire in previsione di una nuova stagione da disputare tra i professionisti: “Io in questa nebbia non ci voglio stare – ha commentato – Sto tentando di realizzare una società presentabile e che possa creare una squadra per il settore al quale ambiamo. La Cittadella degli Amici, a tal proposito, rappresenterebbe l’unico modo valido per avere un futuro. E’ importante che qualcuno parli e che chi ha commesso degli errori si assuma le proprie responsabilità ma nessuno lo sta facendo”.

Una situazione di nervosismo dunque dove i problemi economici che ostacolano il cammino rossoblu non tentano più di nascondersi. Bartolomei, per sua stessa ammissione, non ha soluzioni ma ha bene a mente da dove si debba partire: “E’ necessario riunire tutti coloro che hanno delle colpe e capire cosa fare. Nell’ufficio del sindaco questo non è mai avvenuto e pertanto lo invito ad organizzare al più presto una riunione con i soggetti coinvolti. Non ho né la possibilità né la forza per caricarmi del debito lasciato dalla Rdp e da Sergio Spina. Personalmente posso svolgere azioni che tutelino la società Samb ma per il campo non posso fare nulla quindi i debiti vanno divisi”.

Adottare la politica della trasparenza per capire chi debba fare cosa. E se di limpidezza si vuole parlare non si può non tenere in considerazione il rapporto che intercorre tra il vicepresidente stesso e Roberto Pignotti. Proprio in queste ore il presidente rossoblu avrebbe portato in sede una bozza dei bilanci richiesti: “Li ho voluti vedere – ha spiegato Bartolomei – per essere cosciente di ciò che si fa. Da quello che ho avuto modo di leggere ci sarebbero dai centocinquanta mila ai centosessanta mila euro di debiti generali. Non sono però riuscito a capire quanti soldi sono stati messi dai soci. Voglio far luce su quanti ne abbia messi Spina, quanti Pignotti e di quanto sia stato investito in quattro anni. Con chi ho convissuto? Credo sia legittimo saperlo. Dal canto mio so di aver impostato un rapporto chiaro”.

In merito alla possibilità di creare in futuro una nuova società Bartolomei non chiude le porte all’attuale presidente rossoblu: “Nonostante ci siano state situazioni in cui la fiducia è venuta a mancare non sarò di certo io a dire di no ma è pur certo che qualora si dovesse fare ci sarà una gestione amministrativa ed economica diversa e sicuramente allargata”.

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