GROTTAMMARE – “Con mitico motorino, il suo cappello straordinario e con il cavalletto andava a dipingere”. Così le due nipoti di Giacomo Pomili, Antonella e Rosamaria, ricordano lo zio, conosciuto dai più con il nome d’arte di Il Tarpato.

Un pezzo di vita di Grottammare, un ricordo vivo dell’artista che passava in mezzo alla gente delle volte scontroso altre gioviale, sarà omaggiato con l’apertura imminente (anche se ancora non si può fissare la data per alcuni lavori ancora in corso ndr) di un polo museale a lui dedicato al Paese Alto.

“Ci siamo già inventati il Largo Tarpato per un personaggio così sentito. Il museo è stato uno dei miei più grandi sogni da amministratore” commenta  Luigi Merli e la giornalista Tiziana Capocasa che sarà la curatrice della nuova sede espositiva, visto il lavoro che ha svolto negli anni di ricerca, aggiunge: “Ricordo che Merli nel 2006 parlò per la prima volta di questa sua intenzione. Oggi la volontà del privato (gli eredi Pomili) e la determinazione del pubblico nonostante le difficoltà rendono possibile destinare un luogo tutto da scoprire, al grande artista”.

“Pochi sono riusciti a carpirne il genio, quando era in vita- continua Merli- Fu un critico d’arte giunto in villeggiatura all’Hotel in cui io, allora diciassettenne lavoravo, che mi parlò di colui che chiamavo Giacomino come di un grande artista naif. Non avevo percepito la sua grande qualità come nonostante lo conoscessi bene”.

Ad oggi il corpus più ricco delle opere appartiene alla famiglia Pomili, verranno esposte 41 opere di cui solo 7 appartenenti all’Amministrazione. Le altre 34 sono stato affidate al Comune in Comodato d’Uso, ma con un dispositivo particolare, un percorso che durerà circa 10 anni, per il quale il Comune si impegna a comprare una opera o parte dell’opera all’anno secondo la valutazione fatta da Stefano Papetti. Il vecchio forno del Paese Alto è stato quasi ristrutturato ad opera dell’architetto Liliana Ruffini grazie ad un bando nazionale

“La scelta del luogo non è casuale- continua Merli- avremmo potuto aprire al Mic ma non c’entrava nulla. Il forno è il cuore del Paese Alto, l’anima di Grottammare è passata dentro a quel luogo”.

Non tutte le opere saranno esposte, ma solo quelle fedeli alle sei stanze tematiche scelte, in seguito saranno aggiunti altri pezzi.

“Il loro sogno si realizza, li sento proprio qui”, così commentano le nipoti del Tarpato, pensando a Giacomo e ai suoi fratelli che si sono presi cura di lui, sia nel quotidiano, la sorella-pepertua, che negli affari, il fratello che pensava a tutto, anche a ritirare i premi dello schivo artista.

 

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