GROTTAMMARE – Piazza Carducci come miccia che segna l’avvio della contesa elettorale tra Filippo Olivieri, candidato del Pdl, e Enrico Piergallini, candidato del centrosinistra.

“Quando i rappresentanti di questa amministrazione parlano di zona Ascolani, forse farebbero meglio ad essere cauti. Parlare di progetti legati al Polo Scolastico, significa ricordare a tutti la fantozziana vicenda della posa, con tutti gli onori, della prima pietra di una struttura che non è mai nata – scrive Olivieri – Nessuno vive su un altro pianeta e io, come credo la maggior parte dei cittadini di Grottammare, sono perfettamente a conoscenza di quel progetto che però ruota proprio intorno, guarda caso, alla nascita del Polo Scolastico. Una vicenda che i cittadini di Grottammare e, in particolar modo quelli di zona Ascolani, conoscono altrettanto bene. Non c’è bisogno di ricordare loro che per anni è stato annunciato l’arrivo del Polo e che, dopo una cerimonia di posa della prima pietra degna della penna di Guareschi, ecco che, pochi giorni dopo è venuto fuori che non se ne faceva più nulla. Che siano proprio i vertici dell’amministrazione a tirare fuori questa storia e a riportarla all’attenzione dell’opinione pubblica mi sembra davvero la dimostrazione di come si sia disposti a tutto pur di gettare cattiva luce su chi vuole proporre e non criticare a tutti i costi”.

“Quando inoltre affermo che le risorse per l’esecuzione di questo progetto, che ribadisco ancora una volta non essere definitivo, sarà possibile grazie all’intercettazione di fondi è perché evidentemente a monte c’è uno studio legato proprio ai vari bandi regionali ed europei legati ad opere pubbliche di questo genere. E parlo di abbattimento di barriere architettoniche, aumento della vivibilità, adesione a progetti di sviluppo del commercio locale e tanti altri aspetti che questa amministrazione, per forza di cose, dovrebbe conoscere bene e che avrebbe dovuto utilizzare anche per il centro cittadino. Per quanto riguarda i partner è vero, non posso che ipotizzare accordi di programma. Non sono il sindaco di questa città e non posso certo fare accordi con privati a nome di Grottammare. Lo farò se il voto dovesse premiarmi” continua.

“Aggiungo inoltre, tirato nella mischia, che forse dovrebbero essere i nostri amministratori a giustificare certi accordi di programma come la tanto decantata “riqualificazione sociale” dell’area della piscina comunale dove, almeno a quanto ci dissero all’epoca, chi si era occupato della realizzazione dell’intervento avrebbe dovuto riqualificare anche l’area. E non aggiungo altro. Non voglio attaccare a tutti i costi gli avversari politici. Non l’ho fatto nemmeno presentando quel progetto. Eppure ecco che, con il solito linguaggio politichese, c’è sempre qualcuno pronto a voler trascinare nella “rissa verbale” anche chi vorrebbe soltanto proporre. Sono costretto, allora, a rispondere a tono e dire che chi rivendica le operazioni di delocalizzazione di Trafilerie Lisciani e Metalcavi, dimentica di precisare che si è trattato sì di buone cose ma di iter partiti almeno tre mandati amministrativi fa. Ma questo è un altro aspetto che distingue l’operato dei nostri amministratori che da un bel po’ di tempo ormai stanno vivendo di rendita sulla scia di cose fatte quindici anni fa da altre persone. Ma ogni cosa umana ha un inizio ed ha una fine” è l’osservazione di Olivieri.

“E a proposito di progetti e nuove realizzazioni: la Grande Opera, che sappiamo dove andrà, quanto costerà, chi la farà ma, nella maniera più assoluta, ignoriamo a cosa servirà, non avrebbe potuto essere il Polo Scolastico? O il palazzetto dello Sport? O l’anfiteatro all’aperto? In questo modo, almeno una delle numerose promesse non mantenute dai nostri amministratori, avrebbe visto la luce” termina.

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