SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Il voto di Emili e Pezzuoli sul Bilancio è stato anomalo e deve far riflettere, noi e loro”. Giovanni Gaspari torna a parlare del Consiglio Comunale di mercoledì scorso, che ha ufficializzato lo strappo intestino tra il sindaco e i due esponenti del Partito Democratico: “Onestamente, pensavo che alla luce di un documento finanziario inattaccabile e addirittura migliore del 2012, sul fronte del welfare e delle opportunità, si sarebbero espressi favorevolmente, magari con riserva. Abbiamo mantenuto i servizi, nonostante una crisi feroce. Mi aspettavo altre argomentazioni di critica”.

Il problema diventa a questo punto di partito: “Se uno rimane nello stesso movimento, il momento del confronto deve arrivare. Si deve dialogare. Alle riunioni di maggioranza loro non sono venuti e dunque non hanno motivato il loro comportamento”.

Nessuno stupore invece a proposito dell’atteggiamento dell’Udc. Gaspari cancella ogni ipotesi di Laboratorio Marche, ridisegnando il ruolo dei centristi: “Qualcuno si è sorpreso perché hanno votato contro. Pellei sta all’opposizione e ha fatto la sua parte, valuta i singoli atti. Semmai ci si dovrebbe sorprendere se una forza di minoranza si astiene”. Aspetto quest’ultimo verificatosi per oltre un anno.

Come Margherita Sorge, il sindaco isola il risultato elettorale del 25 febbraio: “Ha valore nazionale, quel risultato vale per il Parlamento. Non a caso, i contemporanei esiti delle tornate regionali dicevano il contrario”. Certo è però che le tensioni locali non hanno aiutato il Pd: “Le polemiche eccessive hanno contribuito a non dare il buon esempio. O è chiaro l’oggetto del contendere, oppure tutti si sentono autorizzati a pensare ad una politica vecchia, di guerre di posizione. I dati non sono buoni, tuttavia c’è chi esulta per essere arrivato terzo…”.

Intanto, il 7 marzo il Tar risponderà in merito alla richiesta di sospensiva della delibera sul distributore di benzina da parte della Erg. Probabile che tale scadenza abbia influito sull’atteggiamento dell’ex capogruppo e di Pezzuoli: “Penso di no – continua Gaspari – comunque questo scenario in assise non mi preoccupa. In fondo, dal 2009 al 2011 portai in porto saldamente un’amministrazione con quattro consiglieri che fecero il salto della quaglia (Primavera, Narcisi, Cipolloni e Menzietti, ndr)”.

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