SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “E’ stato un confronto soft, contro ogni aspettativa”, confida qualcuno dei presenti. Il Partito Democratico di San Benedetto si è riunito nella serata di giovedì in Via Balilla per commentare i risultati delle elezioni politiche, che hanno visto i democrat crollare nei consensi e soccombere al Movimento Cinque Stelle.

Un appuntamento riservato al coordinatore provinciale Antimo Di Francesco, a quello locale Felice Gregori, ai segretari delle sezioni (Valentino Casolanetti, Emanuela Mazzocchi e Claudia Schiavon), oltre che al sindaco Gaspari, al consigliere regionale Paolo Perazzoli, al capogruppo in Consiglio Claudio Benigni e al segretario dei Giovani Democratici, Iacopo Zappasodi. Decisamente opposti gli umori previsti per il prossimo 11 marzo, quando all’Hotel Progresso le porte verranno spalancate a tutti gli iscritti.

Gli under del Pd hanno comunque sottolineato l’esigenza di un rinnovamento profondo della base. Tesi questa che venne snocciolata anche dal primo cittadino all’indomani delle Primarie di novembre, incapaci in Riviera di raccogliere l’affluenza auspicata in favore di Pier Luigi Bersani.

Probabile che a pagare pegno sia a questo punto Gregori, col mandato in scadenza entro l’anno. Confermato alla guida del partito nel 2010, tutto fa supporre  che sia chiamato a lasciare la poltrona ad una nuova figura, preferibilmente giovane.

“Che ci sia da lezione, dalle Primarie in poi abbiamo mostrato appagamento”, è stata la linea comune. “Abbiamo sottovalutato Grillo e il sentimento di protesta dei cittadini”.

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