SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Con l’1,8% il peso dell’Udc cambia. Per quel che mi riguarda non sono mai stato interessato ad un ingresso in giunta”. Lo dice Marco Calvaresi nell’amaro day-after delle elezioni 2013, che hanno visto il movimento centrista soccombere sia a livello nazionale che sambenedettese. “Tutto quello che avevo detto si è avverato, sono stato coerente. Due anni fa mi candidai contro Gaspari e non potrei cambiare la mia posizione strada facendo”.

Il Presidente del Consiglio Comunale fa leva sul suo ruolo istituzionale e anticipa la propria astensione in occasione della votazione del Bilancio di Previsione di mercoledì sera. “Non so cosa farà Pellei – ammette – parlo a titolo personale; l’Udc la rappresenta lui, non io”. Una precisazione che testimonia un’effettiva presa di distanza dal partito di Casini, dimostrata da un rapporto con l’ormai ex onorevole Amedeo Ciccanti parzialmente deteriorato. “Io in assise rappresento il Nuovo Polo. Il direttorio ha puntualizzato che siamo un qualcosa di differente dall’Udc. Noi siamo una civica, ragioniamo e discutiamo con tutti. Alle prossime Comunali le civiche saranno fondamentali”.

Calvaresi non usa giri di parole: “Bersani e Casini sono i veri sconfitti. I centristi hanno sbagliato la strategia, si sono autoconsumati, a San Benedetto hanno perso più della metà dei consensi”.

Non va meglio nemmeno a Verdi e Italia dei Valori, alleati ufficiali di Gaspari che nel listone di Rivoluzione Civile hanno raggiunto a malapena il 3%. In tal senso, il vicesindaco Eldo Fanini ridimensiona frettolosamente il progetto di Ingroia: “Faccio parte dell’Idv, che è un’altra cosa. L’alleanza mi parve forzata, con tutto il rispetto per Rifondazione Comunista. Siamo anime diverse”.

Tra i dipietristi, Fanini non è l’unico disorientato. Gli fa infatti compagnia l’assessore regionale Sandro Donati, alla ricerca di collocamento: “Mi ero avvicinato alla lista Monti per sostenere Paola Merloni. Adesso ci vuole un momento di riflessione e devo scegliere un partito per poter proseguire il mio cammino politico. Nessuno si aspettava il risultato del Movimento Cinque Stelle così come la perdita del Pd che dovrà ripensare la propria politica e soprattutto individuare dove ha sbagliato”.

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