Elezioni. È terminata una campagna elettorale basata su promesse finalizzate alla raccolta di più voti possibili. Tutte puntate alle tasche degli elettori: vi ridiamo questo, vi ridiamo quello, insomma vi diamo soldi che sono un po’ il nervo scoperto, il tasto dolente dell’essere umano.

In Grillo, Monti, Ingroia e Giannino ho notato una grande similitudine tra loro. Danno tutti la colpa dell’attuale povertà italiana a chi ha governato (Pd e Pdl) negli ultimi venticinque anni: quel “tutti a casa” rivolto ai politici di lungo corso in particolare.

Per il resto tutti chiedono sacrifici agli italiani a lungo termine ma, mentre Monti parla vagamente di riforme indispensabili, Grillo dà i numeri a partire dall’eleminazione delle super pensioni e dal 75% dei loro emolumenti a favore di piccole  e medie imprese. Berlusconi ha puntato sulla chiarezza delle promesse mentre Bersani si è mostrato inadatto .

La mia sensazione è che, comunque vada, il grande interessamento del popolo per questa campagna elettorale renderà la vita dura a chi governerà. Rispettare gli impegni presi non sarà facile per nessuno con gli archivi del web, aperti e visitabili in qualsiasi momento. Una magra consolazione ma meglio del niente di prima è.

Se in una tavola rotonda tra i candidati leader avessi avuto la possibilità di fare una domanda avrei scelto questa: che giustificazione  (o motivazione) hanno quelle centomila persone che prendono pensione o stipendi mensili da 30 mila euro a 92 mila euro?

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