Samb. Piove sul bagnato. Frase che calza a pennello con il momento che sta vivendo la Sambenedettese Calcio. Già tutti si aspettavano una settimana calda dopo la sconfitta con l’Astrea e dopo alcuni segnali di una frattura societaria quando è arrivata un’ennesima squalifica che complica tutto.

Alla frattura ancora una volta si è posto rimedio con decisioni di facciata. Un errore perché i nodi prima vengono al pettine e meglio è. Se i nodi ci sono? Ma anche se non ci sono le spiegazioni vanno date in modo più chiaro ed unilaterale possibile.

Multa di 1500 euro e l’ennesimo derby a porte chiuse così ha deciso la Lega dopo i “lanci” romani. Una combinazione singolare dopo i mancati incassi con Ancona e Civitanovese: è questo l’unico aspetto che potrebbe far pensar male ma tanto è. Del resto è impensabile che la Lega scelga quando i tifosi tireranno bottiglie o altro in campo. Lo sapevano benissimo (mi auguro non per scelta mirata) quelli che hanno commesso atti che non possono venire in mente a persone normali. La protesta dei veri sportivi nei confronti dei colpevoli stavolta è stata veemente ma credo che non servirà a nulla visto che già dopo la gara Celano se ne parlò molto. Magari chi tira il sasso (bottiglia) oltre a nascondere la mano non segue gli organi di informazione né va al bar per sentir commentare certi deprecabili fatti. Siamo di fronte, credo, a qualcosa di irreparabile se non ci mette mano la Polizia con provvedimenti adeguati e immediati. O la società con grande fermezza.

Alla società, invece, propongo un’IDEA: chieda alla Lega la diretta televisiva. Se viene accettata faccia piazzare un maxi schermo in un punto della città molto spazioso (al coperto perchè domenica pioverà) e invitare i tifosi ad assistere alla gara con prezzi leggermente più alti rispetto a quelli dello stadio e alla cifra simbolica ma non obbligatoria di due euro per gli abbonati. Salverebbe l’incasso, i veri sportivi affluirebbero perché sarebbero contenti di poter assistere insieme alla gara e dare una mano per pagare gli “stipendi ai calciatori”.

Ho messo la frase tra virgolette perché mi sembra una comunicazione poco lucida quella di far circolare la voce (o non smentirla) che l’incasso servirebbe per quello specifico motivo. Certe “disavventure causate da certi tifosi” sono sì condannabili ma collegare la salvezza di una società ad un mancato incasso significa ammettere che la società è con l’acqua alla gola. Lo è ma fino a che punto non si sa.

Sempre a proposito di lucida comunicazione basterebbe che la società dichiarasse che con gli incassi di Samb-Ancona, Samb.Civitanovese, Samb-Maceratese i problemi sarebbero stati tutti risolti. Infatti, se venisse pubblicamente quantificato il debito, i veri tifosi accorrerebbero in massa e probabilmente darebbero qualcosa in più per ovviare anche ai due precedenti mancati incassi. Basterebbe indicare la cifra e la raccolta del fondo perduto (60 mila euro per le due precedenti gare disputate a porte chiuse) andrebbe in porto. Un banchetto gestito dalla società davanti all’ingresso del Palasport “Speca” (che potrebbe essere la platea giusta) ufficializzerebbe la decisione presa.

Un problema però potrebbe nascere se l’eventuale raccolta equivalesse alla impossibile impresa di “seccà lu mare che na cucciòle”, i sambenedettesi capiscono quello che voglio dire. Ma come stanno le cose può dirlo solo il presidente Pignotti (che possiede il bilancio economico) e anche Bartolomei se lo ha finalmente visto.

Nell’attesa credo però che la mia proposta iniziale per Samb-Maceratese di domenica prossima potrebbe e dovrebbe andare egualmente in porto. La società chieda intanto la diretta televisiva al posto di un ricorso che non servirebbe quasi certamente. Riviera Oggi si offre per dare la massima divulgazione nel caso la richiesta venisse approvata.

Il “possaibbè” degli ascolani stavolta calza a pennello anche per noi.

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