Per il video clicca in basso a destra. Riprese di Emanuela Voltattorni

GROTTAMMARE – “La grande opera Anima ha finalmente anche un corpo”. Con questo gioco di parole il sindaco Luigi Merli ha aperto l’incontro alla presenza dell’architetto Bernard Tschumi e del presidente della Fondazione Carisap  Vincenzo Marini Marini, tenutosi nel vecchio incasato della città, presso il Teatro dell’Arancio, nella mattinata del 20 febbraio.

Un iter legale, burocratico e fatto di accordi che si sono protratti fino ad oggi quelli per la realizzazione di Anima e della scelta fatta dalla Fondazione Carisap, promotrice dell’iniziativa, che ha posto nelle mani dell’architetto franco-svizzero il futuro dell’opera e della città stessa. Sì, si parla di futuro perché questa immensa struttura di cemento armato, caratterizzata da ampi spazi e suddivisa su tre piani, avrà e dovrà avere le potenzialità per creare nuovi indotti turistici e non solo.

L’architetto, per la prima volta con una sua produzione in Italia, ha poi preso la parola e, aiutato da un supporto visivo, ha illustrato di pari passo l’intero progetto, dalla nascita fino al suo modello finito, e dalle ispirazioni da cui si è lasciato trasportare, come per esempio quella pervenutagli delle opere del grottammarese Pericle Fazzini: “Ho scoperto un grande artista che non conoscevo che ha colto e incorporato l’arte astratta e figurativa” (Nel led è stata proiettata l’immagine della “Resurrezione” sita nella Sala Nervi, presumibilmente scelta dall’architetto per lo stile della facciata principale ndr).

Altro punto centrale del progetto è il concetto di piazza come luogo di incontro e aggregazione. Da lì la scelta di una grande sala centrale con una struttura a chiostro che gli gira intorno e sfocia in ampi spazi verdi e balconate.

Ma ecco nel dettaglio come sarà Anima(acronimo di Arti, Nature, Idee, Musiche, Azioni) pensata proprio da Tschumi: la superficie sulla quale l’opera si colloca coincide pressappoco con quella del piccolo centro medievale di Grottammare, poco più di 7mila metri quadrati.

All’esterno Anima si presenta come un corpo compatto, un quadrato perfetto che, se per certi versi allude a un’idea di chiusura e di protezione, si infrange e dimostra da subito un’elevata permeabilità.

La facciata del complesso ha portato le ricerche di Tschumi a scegliere una soluzione informale, viste le grandi pareti verticali che contornano l’edificio e che trova la sua più forte espressione in corrispondenza della parete sud, attraverso la quale si accede al complesso.

Una volta entrati nel corpo quadrangolare ci si trova immersi in uno spazio scomposto, in parte interno e in parte esterno. La complessità di tale spazio è determinata dalla rotazione di un grande volume parallelepipedo che occupa l’area centrale dell’edificio e che contiene la sala principale, con mille e cinquecento posti a sedere, flessibile e configurabile in base alle variabili esigenze di capienza. (la sala infatti è il fulcro centrale dell’opera stessa, luogo in cui sarà possibile ospitare: concerti, conferenze, convention o grandi esposizioni).

La rotazione di questo volume determina un sistema di quattro ampi cortili, verso ciascuno dei quali la sala principale ha la possibilità di aprirsi. Adiacenti alla sala principale e ad essi spettacolarmente collegati attraverso una molteplicità di percorsi in quota, sono disposti i laboratori, gli uffici, il caffè-ristorante, gli spazi accessori.

In termini di Ecosostenibilità l’architetto ci conferma poi che nella parte superiore della struttura saranno innestati dei pannelli fotovoltaici.

Per l’inizio dei lavori si dovrà attendere il 2014. Presenti in sala anche molti giovani architetti del Piceno e non solo, che potranno mirare, ma non partecipare attivamente, alla progettazione e realizzazione di quest’importante opera.

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