SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Il cimo (coordinamento italiano medici ospedalieri) è pronto a presentarsi davanti al giudice del lavoro con i suoi associati se non si farà chiarezza su quella che, il dirigente medico dell’asur 5, definisce “proposta di avvio di sperimentazione e riorganizzazione della rete cardiologica area vasta 5.”

Il dottor Remo Appignanesi ha proposto l’avvio della sperimentazione del reparto di cardiologia, “in assenza di linee guida regionali precise” è quanto affermato dal dottor Dino Giusti, rappresentante aziendale.

Giusti ha sottolineato le ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini-utenti, con la chiusura del reparto di neurologia di Ascoli, che ha comportato un intasamento presso il Madonna del Soccorso, senza conteggiare le responsabilità che i medici, non specializzati in quella branca della medicina, devono accollarsi.

A breve anche altri reparti, come quello di otorino e di 0rtopedia, potranno avere “amare sorprese, con la riduzione dei posti letti”, afferma Giusti.

Il segretario regionale Luciano Moretti ha ribadito la necessità di un contratto che tuteli i lavoratori ospedalieri; è possibile che la sperimentazione inizi per marzo, raggiungendo la piena operatività per aprile, senza ottenere una tutela contrattuale.

L’assetto proposto si basa su cardiologia ambulatoriale (diagnostica, continuità e priorità di degenza) e cardiologia per acuti (integrata, medicina d’urgenza e guardia costantemente attiva).

I pazienti, quindi, dopo essere passati per il pronto soccorso, saranno indirizzati ad Ascoli.

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