PICENO SEMPRE PIÙ – In occasione dell’arrivo del leader di Rivoluzione Civile nella capitale della Riviera delle Palme abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’ex onorevole Idv Ivan Rota, bergamasco di 56 anni oggi candidato con l’ex magistrato. L’ho incontrato per caso ma già di lui mi aveva colpito una frase molto chiara che non dicono mai i politici piceni, forse per vergogna. “Il Piceno è storicamente la zona più depressa delle Marche“. Io lo dico e lo scrivo da almeno venti anni ma il regresso qui da noi non si è mai fermato.
Pur essendo consapevole che in questa campagna elettorale si sta dicendo di tutto per rubare qualche voto in più, per curiosità le ho rivolte altre domande per tastargli meglio il polso sulla sua conoscenza del territorio. Parto dal lavoro perché la frase di cui sopra era riferita proprio all’occupazione e quindi alle imprese.
“Negli ultimi anni il binomio delocalizzazione-industria è diventato quasi indissolubile. Sono stato qualche giorno fa a Fabriano e nel Maceratese e ho toccato con mano le storture del liberismo ad ogni costo, che ha permesso ad una società americana di rilevare alcune storiche realtà marchigiane, attingere dal calderone dei finanziamenti pubblici e scappare con tutti i macchinari durante le feste di Natale.
Il Piceno è storicamente la zona più depressa delle Marche e qui le grandi imprese hanno mollato la presa con pesantissime ripercussioni sull’indotto. Dalla politica e dal governo sono arrivate sempre e solo vuote promesse sul territorio. La Regione si è limitata a interventi spot, senza mai dar vita ad un progetto serio di riqualificazione e rivalutazione del territorio; come, invece, è avvenuto in altre province più politicamente “protette”. Occorre coniugare sviluppo del territorio e salvaguardia dell’ambiente, è questa la chiave di volta del futuro”
Il tema dell’energia è sempre all’ordine come e più del lavoro?
“Rivoluzione Civile sostiene l’energia alternativa, ma in modo intelligente e rispettoso del territorio. Sto girando le Marche a bordo di un camper, per parlare con i cittadini nelle piazze e nei mercati e per confrontarmi sulle problematiche locali, ed è una sofferenza vedere le colline marchigiane deturpate da ettari di pannelli solari al posto di viti e olivi. Ai grandi gruppi speculativi conviene comprare a due soldi grandi appezzamenti di terreno, anziché investire sul fotovoltaico installato su tetti di case e fabbriche. Dobbiamo rivoluzionare questo sistema, perché sta snaturando l’economia del settore e deturpando il paesaggio. Sul comparto agricolo marchigiano  ho visto solo promesse e ipocrisia. Ho partecipato a un incontro con i vertici della Coldiretti con tutti i candidati alla Camera e al Senato alle elezioni politiche e sono rimasto sconvolto dagli interventi dei rappresentanti dei partiti , che con le loro scelte politiche locali e nazionali hanno messo in ginocchio  il comparto agricolo marchigiano”
Visto che che ci conosce così bene ci dica il suo parere sulla tanto contestata Gas Plus, sul Parco marino e sulla Sentina tanto cara al suo collega di partito Marinucci?
 “Sul tema dello stoccaggio di gas non posso che sposare la posizione che hanno da sempre portato avanti gli esponenti locali di Italia dei Valori: Del Zompo, Cardilli e Marini. Tanto più che il Presidente Di Pietro fu firmatario di un’interrogazione proprio su questo tema. Tutto il fronte di Rivoluzione Civile è compattamente contrario all’ipotesi di realizzazione, viste le forti ripercussioni negative sul turismo, sulla qualità della vita delle persone”
A dir la verità la posizione dei componenti Idv in consiglio comunale sul tema Gas Plus non è stata così “evidente”?
“A me risulta che si sono impegnati mentre mi fa sorridere la levata di scudi contro l’impianto che adesso, sotto elezioni, proviene da tutti gli schieramenti”. Chiaro il riferimento al Pd al quale però l’Idv ha dato il suo appoggio fino a ieri.
“Parco Marino e Sentina? Investire sul territorio, valorizzando al massimo la realtà locale in armonia con l’ambiente, è uno dei nostri punti programmatici più importanti. C’è chi è venuto nelle Marche a dire che questi temi se ne parlerà dopo le elezioni; promesse da marinaio. Al contrario, io rivendico questi obiettivi come una priorità da valorizzare e portare a termine. Per non parlare dei trasporti. E’ sotto gli occhi di tutti una penalizzazione del vostro territorio dal punto di vista dei collegamenti, a partire dal trasporto ferroviario. Ben venga l’elettrificazione della tratta ascolana, ma non è sufficiente a risolvere le problematiche dei pendolari. Occorre ripensare tutto il sistema dei trasporti locali, sulla scia di quanto sta avvenendo a Parigi. In Italia, invece, si preferisce far chiudere l’IrisBus”
Ringrazio Rota per la disponibilità e per la franchezza nella speranza che qualche “parola” di questi giorni si trasformi in realtà nel prossimo avvenire. Personalmente la mia fiducia è vicina allo zero dopo tante campagne elettorali regionali e locali durante le quali, se si fossero mantenute le promesse, oggi il candidato di origini bergamasche avrebbe avuto ben poco da dire sulle necessità di un territorio che, invece, ha giustamente definito “zona depressa”.
Speriamo bene.
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