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GROTTAMMARE –  Si è svolto nella mattinata di venerdì 15 febbraio presso il teatro dell’Arancio a Grottammare il convegno “Riviera senza Palme? Quali scenari futuri a livello produttivo e paesaggistico” il primo evento che apre ufficialmente la biennale del Giardino Mediterraneo 2013, all’interno della quale rientra anche Giardineggiare, la manifestazione del florovivaismo che quest’anno vedrà concorrere le principali università italiane quali: Università degli Studi di Firenze, di Ascoli Piceno, di Genova, di Torino, di Milano, di Reggio Calabria, di Venezia, di Roma, di Napoli, Ancona, Bologna e Palermo.

“Il convegno è doveroso in una realtà florovivaistica importante come quella di Grottammare – ha detto Sergio Martellucci, Architetto e docente di progettazione del paesaggio e arte dei giardini e coordinatore della biennale del giardino mediterraneo 2013 – Dal punto di vista paesaggistico quello che auspico come conseguenza del convegno è la presa di coscienza, da parte di tutti i soggetti coinvolti, della necessità di un piano paesaggistico coordinato a livello nazionale, della Riviera delle Palme (assunta come area applicativa emblematica del problema) che possa porsi come progetto pilota da applicare, con le dovute specifiche territoriali, a tutte le aree italiane ed europee che presentano lo stesso problema. Bisognerebbe forse capire a fondo, non solo come salvare il patrimonio costituito dalle palme, ma le ragioni culturali, sociali ed economiche che portarono ad una massiccia piantumazione di palme all’inizio del ‘900 in tutte le zone costiere mediterranee che si candidavano a diventare “stazioni balneari alla moda”.

Il focus da un punto di vista economico, ha evidenziato come l’intero comparto dei vivaisti facenti capo al distretto di Grottammare hanno realmente subito notevoli danni provocati dall’infezione del punteruolo rosso (rhynchophorus ferrugineus). La fetta di mercato appartenente a tutte quelle essenze risultate poi attaccabili dall’insetto infatti è stata completamente eliminata provocando una perdita economica anche a causa dei costi di abbattimento e smaltimento delle palme.

“Siamo molto realisti riguardo al problema del rincoforo. È completamente inattaccabile e non riusciremo mai a debellarlo e per il nostro indotto può essere paragonabile all’ottava piaga d’Egitto – ha detto Pino Santori Presidente Marcheflor – Per riqualificare i nostri vivai abbiamo messo in essere una serie di azioni anche economicamente gravose che comporteranno l’abbandono totale delle palme phoenix canariensis e di tutte quelle essenze che vengono attaccate dal rincoforo”.

Quantificati i danni reali subiti dal comparto dei florovivaisti occorrerà che le autorità competenti prendano in mano la situazione per sostenere il settore del florovivaismo lasciato eccessivamente in disparte nonostante abbia subito perdite paragonabili a quelle di una calamità naturale di cui, l’intero settore, si dice pronto ad inoltrare una richiesta di intervento regionale o nazionale di contributo. I vivaisti per continuare a sottolineare il proprio attaccamento al territorio che possa rappresentare un monito per non trascurare un settore che è stato sempre volano dell’economia locale e capace di grandi risultati anche all’estero.

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