C’è poco da aggiungere, al video e allo “sbobinamento” dell’intervista che riportiamo di seguito (da Russia Today). Si tratta di una sintesi di 6 minuti che “smonta” tutti i “falsi miti” che guidano e rovinano la nostra vita.

Qui la fonte dell’articolo e gli approfondimenti biografici su Mike Norman.

Qui il blog di Mike Norman

 

GIORNALISTA: La mia domanda è: se i politici non riescono a trovare un accordo sul taglio di 30 miliardi di dollari e con questo continuo problema della spesa a deficit come possiamo evitare ripercussioni sull’immagine degli Stati Uniti? Ad esempio sul rating dei bond?

“Dunque, qui bisogna anzitutto fare chiarezza su due punti. Per prima cosa, gli USA non corrono assolutamente il rischio di non poter ripagare il proprio debito perché questo debito è denominato in dollari americani, che sono emessi dagli USA stessi quindi non c’è e non ci può essere nessun problema di insolvibilità. Gli USA saranno sempre in grado di ripagare il proprio debito, credo che in questo senso la paura del debito è in buona parte allarmismo. Prendiamo ad esempio il Giappone: il debito giapponese è stato declassato più volte dalle agenzie di rating. Il rendimento a 10 anni dei bond del governo giapponese equivalenti ai nostri titoli decennali [in Italia Buoni del Tesoro, N.d.T.] è dell’1,5%, e il tasso di interesse rimane inalterato. Comunque, penso che il punto di vista di molti sia distorto da una sorta di prisma di disinformazione“.
Di quale disinformazione parla?
“Parlo di disinformazione perché si pensa che un declassamento causi automaticamente e inevitabilmente l’impennata dei tassi di interesse: questo è semplicemente falso”.

Perché gli USA non dovrebbero pagare di più per il debito se le persone hanno paura dell’insolvibilità? O se la minaccia per gli USA venisse dalla loro valuta di riserva, il dollaro?

“Perché, come già detto, gli USA non hanno problemi di insolvibilità, perché emettono il dollaro e possono stamparne per ripagare i debiti: è impossibile che non siano in grado di farlo“.

E se il dollaro non fosse più la valuta di riserva? Ne parlano in molti.

Molti Paesi effettuano scambi commerciali nelle proprie valute per aggirare il dollaro: sempre di più si parla della possibilità che il dollaro non sia più la valuta di riserva. Lo yen giapponese non è la valuta di riserva e il loro tasso di interesse è 1,5% e hanno un debito che è 2,5/3 volte quello degli USA e il motivo per cui sono in grado di mantenere basso il tasso di interesse è che la Banca Centrale del Giappone lo tiene basso e il loro debito è denominato in yen, come il nostro è denominato in dollari, quindi è un non-problema. Le agenzie di rating dovrebbero capirlo”.

Ma allora perché [le agenzie di rating] danno segnali di pericolo? Non è una scelta politicamente difficile? Chi lo fa si crea una certa reputazione, e qui stiamo parlando degli USA. Mi sembra che la cosa abbia un’importanza politica.

“Gli avvertimenti delle agenzie sono ridicoli e non sono applicabili ad uno Stato sovrano che emette la propria moneta. Ho avuto discussioni su questo. Si tratta delle stesse agenzie che hanno valutato i titoli subprime tossici come AAA, come possono avere anche solo un minimo di credibilità? Ciò che importa è che qualsiasi Paese, che siano gli USA, il Giappone, o qualsiasi altro Stato che emette la propria moneta non ha mai problemi di insolvibilità: se il suo debito è denominato nella moneta che emette potrà sempre onorare il suo debito”.

E allora cosa abbiamo da preoccuparci? Perché non spossiamo semplicemente spendere trilioni e trilioni di dollari e continuare a spendere? Qual è il problema?

“Non c’è nessun problema. Il punto è che la percezione che la gente ha di questo è distorta, la visione comune della realtà è offuscata da idee sbagliate e falsi miti e questo è diffuso ovunque, dall’uomo della strada fino ai piani alti della politica incluso il Presidente [Obama, N.d.T.], che va a dire pubblicamente che siamo senza soldi. Questo è impossibile, gli USA emettono il dollaro e possono spenderne a piacimento. L’unico vero limite da tenere in considerazione è l’inflazione che può essere generata dalla spesa e questo accade solamente quando il governo spende oltre la capacità produttiva dell’economia. In altre parole, quando ogni singola persona in grado di lavorare è occupata e quando tutte le risorse sono esaurite, e si continua a spendere, allora si può avere inflazione, quello è il vero problema di cui dovremmo parlare, questa è la domanda che dovremmo farci e francamente, con una disoccupazione al 9% e milioni di disoccupati, una capacità industriale ampiamente sotto il suo potenziale milioni di case invendute e tutto il potenziale in eccesso quello che dovremmo fare è incrementare la domanda e in un’economia in cui tutti cercano di ridurre i propri debiti il governo può stimolare la domanda spendendo in infrastrutture, in educazione, in assistenza sanitaria, in ricerca di base, in trasporti ed energie alternative. Questo è quello che abbiamo fatto in passato, questo è ciò che ha creato il capitale che è passato di generazione in generazione e ha arricchito il Paese, ed è esattamente ciò che ora non facciamo perché siamo sviati da questo insensato problema di rimanere senza soldi, che è impossibile”.

Siamo “sviati” forse anche perché il debito di una volta non era lo stesso che abbiamo oggi, accumulato in anni di spesa, eccetto forse durante la seconda guerra mondiale dove tutti i nostri rivali economici sono stati sconfitti, e si può dire che Iraq e Afghanistan probabilmente non salderanno i conti allo stesso modo. Comunque, Mike Norman ha corretto tutta la saggezza popolare che sentiamo quando si parla di debito e deficit grazie per la partecipazione, purtroppo il tempo a nostra disposizione è finito, ma speriamo di riaverla presto con noi.

A quest’ultima osservazione della giornalista, che purtroppo non ha lasciato rispondere Mike Norman, proviamo a rispondere umilmente noi: non è il debito il problema ma eventualmente gli interessi su di esso pagati. In uno Stato sovrano come gli USA, però, anche il pagamento degli interessi non è un problema di solvibilità (potranno sempre essere onorati) ma di equità sociale (decidere di ripartire le risorse a favore di chi ha risorse finanziarie o di chi ha un lavoro o una pensione o è studente, eccetera).

Inoltre i Governi  possono sterilizzare il costo reale degli interessi fino a portarli a zero (dialogo Mosler-Spaventa, 1992) se solo lo volessero. Anzi: in uno Stato a moneta sovrana anche i Titoli di Stato potrebbero essere aboliti in quanto strumenti di finanziamento della spesa pubblica.

 

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