SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Ci apprestiamo, anche quest’anno, a rinnovare un appuntamento con la storia legato ad una delle date più luttuose del ‘900: il 10 febbraio 1947“, ecco le prime parole del sindaco Giovanni Gaspari pronunciate in occasione del Giorno del Ricordo.

“Il Giorno del Ricordo, istituito dal Parlamento con legge n. 92 del 30 marzo 2004, la ricorrenza si collega alla tragedia delle genti italiane della Venezia Giulia e della Dalmazia che subirono inaudite violenze, fino alla soppressione fisica, spesso solo perché colpevoli di essere di origine italiana. Moltissimi furono uccisi e gettati, tanti ancora vivi, dentro le cavità naturali presenti sull’altipiano del Carso meglio conosciute come “foibe” – prosegue Gaspari – Le orrende epurazioni attuate con sistematica ferocia anche ai giorni nostri (basti solo ricordare le vicende recenti della ex Jugoslavia o del Ruanda) ci insegnano che non si parlerà mai abbastanza di quei fatti, a maggior ragione perché videro tristi protagonisti italiani come noi. Per noi un motivo in più per ricordare, un dovere più forte di testimoniare affinchè non germogli più il germe nero della violenza attuato contro un’etnia, un popolo, una categoria comunque definita di persone”

“Il maltempo del febbraio 2012 ci costrinse ad annullare la cerimonia commemorativa del Giorno del Ricordo. Abbiamo ritenuto utile e necessario riprendere il filo interrotto e tornare ad interpellare chi coinvolgemmo allora, il professor Costantino Di Sante, attento storico del nostro territorio, e alcuni testimoni dell’esodo giuliano – dalmata. Avranno numerosi spunti da offrire a chi parteciperà alla cerimonia, in particolar modo ai ragazzi delle scuole superiori che hanno il diritto e il dovere di conoscere che cosa accadde a tanti uomini e donne costretti ad un esodo forzato per ritrovare la libertà, la stessa libertà negata dall’intolleranza ottusa, dell’odio insensato, della violenza gratuita per chi appare, in qualsiasi modo, “diverso”.

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