SAN BENEDETTO DEL TRONTO – No ad un rafforzamento della coalizione di Giovanni Gaspari, sì ad un eventuale salvataggio in corsa. Amedeo Ciccanti rivela i possibili scenari futuri nella politica sambenedettese. “Un Commissario è sempre peggio di un sindaco”, spiega l’onorevole ascolano, che quindi potrebbe bissare la performance del 23 dicembre 2009, quando l’Udc (assieme al repubblicano Antonio Felicetti) offrì una decisiva stampella al centrosinistra.

“Dopo le elezioni nazionali non accadrà niente”, garantisce Ciccanti. “Lo scenario rimarrà tale e quale. Ma se avverrà il contrario, noi ci siederemo ad un tavolo e parleremo”. In poche parole, nessun rimpasto stando alle condizioni attuali, tuttavia se qualche esponente dovesse fuoriuscire dalla maggioranza, i centristi busserebbero alla porta.

Una buona notizia per il primo cittadino, che da mesi deve fare i conti con Loredana Emili e Sergio Pezzuoli, divenute vere e proprie spine nel fianco. Il matrimonio con l’Udc è stato anticipato nelle settimane scorse da una cena conviviale in Abruzzo, che ha visto Calvaresi e Pellei invitati al tavolo dell’attuale coalizione di governo.

Sui due esponenti del movimento, Ciccanti ha espresso opinioni discordanti: “Le posizioni politiche dell’Udc le rappresenta Domenico Pellei, è lui la nostra voce ufficiale”. E il Presidente del Consiglio Comunale? “Calvaresi ricopre un ruolo istituzionale, dovrebbe essere un organo di garanzia. Non dovrebbe dare pareri né positivi, né negativi, deve astenersi”.

Il parlamentare non ha pertanto gradito la bocciatura a priori di Calvaresi del progetto della Gas Plus: “Pellei, sulla linea del nostro partito, ha atteso gli studi di Terre.it. Attendevamo un no motivato all’impianto. L’assenza al corteo di sabato? Avevo degli impegni, in ogni caso il problema era stato superato grazie alle rassicurazioni di Spacca”.

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