SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nuovo corteo per dire “no” alla centrale di stoccaggio del gas. A seguire il documento integrale letto dagli organizzatori durante la manifestazione di sabato 2 febbraio e scritto a quattro mani dalla Conferenza dei Presidenti dei Comitati di Quartiere e dall’Associazione Ambiente e Salute nel Piceno.

La Conferenza dei Presidenti dei Comitati di Quartiere e l’Associazione Ambiente e Salute nel Piceno Vi ringraziano per essere intervenuti alla manifestazione che questa sera riunisce tutte le persone che hanno a cuore il futuro e la salvaguardia del nostro territorio.

La grande partecipazione della cittadinanza non è un fatto casuale bensì la sintesi di un duro lavoro svolto con umiltà e tanto impegno da parte di tutti, compresi Voi che sin dall’inizio avete capito la pericolosità del progetto e ci avete sostenuto.

Ribadiamo il nostro netto dissenso al progetto di stoccaggio proposto dalla Gas Plus la quale, peraltro, non ha mai inteso instaurare alcun dialogo  e confronto con la popolazione, quasi a voler considerare questo territorio figlio di un dio minore e volerlo depredare per i propri fini speculativi.

La semplice idea di voler realizzare un deposito di stoccaggio gas per il solo presupposto che esista un giacimento naturale, senza considerare altresì che l’area interessata è fortemente antropizzata e a vocazione turistica, viola diritti costituzionalmente garantiti, quale la salute, la sicurezza e la proprietà privata.

E’ con questo spirito che protestiamo consapevoli di essere nel giusto e di aver interpretato un fine nobile che ha fatto confluire sulle nostre posizioni quanti erano inizialmente scettici sulla pericolosità del deposito. Due anni fa eravamo soli e abbandonati da tutti, ma la forza travolgente delle nostre idee e la compattezza di un’intera cittadinanza, nel rifiutare tale pauroso progetto, hanno trasformato la nostra iniziativa in una vera e propria protesta comune.

Finalmente sui temi sopra esposti si è ottenuto l’unità di intenti anche della nostra regione e del comune che, congiuntamente alla provincia, sono a manifestare unitamente ai cittadini in questa piazza.

Ed è per questo motivo che il territorio, oggi forte dell’appoggio dei propri enti locali, intende adottare tutte le azioni e/o atti necessari per scongiurare definitivamente ogni tipo di stoccaggio, difendendo i nostri diritti in tutti i tavoli tecnici e ministeriali nei quali verranno valutate le ulteriori fasi dell’iter procedurale avviato.

Siamo convinti che il cammino sia ancora lungo e che tanti ostacoli ci attendono ancora sul percorso lastricato di insidie e di ripensamenti.

Ai nostri amministratori, cui oggi riconosciamo il merito di essersi attivati, raccomandiamo una pronta e puntuale informazione nonché una ferma e irreprensibile posizione di contrarietà con l’adozione di atti ufficiali, onde evitare il ripetersi di colpevoli ritardi.

Con il rilascio del Nulla Osta di Fattibilità relativo alla sicurezza dell’impianto da parte del Comitato Tecnico Regionale, il nostro territorio è già stato profondamente offeso poiché le figure tecniche che compongono detto organismo hanno espresso tale parere sottacendo le numerose criticità espresse da Terre.it, omettendo di ricorrere ad un’analisi accurata effettuabile sulla base delle migliori conoscenze tecniche disponibili facendo invece riferimento a dati scientifici obsoleti e inattendibili poiché vecchi di oltre trent’anni.

La presenza di elementi di confusione negli elaborati grafici presentati da Gas Plus e i vizi sopra menzionati possono aver ingenerato errate valutazioni. Possono i tecnici della Commissione Tecnica Regionale rivedere la loro posizione sulla base di questi presupposti?

I Cittadini, i Comitati di Quartiere, l’Associazione Ambiente e Salute nel Piceno e tutte le organizzazioni che si sono espresse contro la realizzazione dello stoccaggio, unitamente alla politica, non abbasseranno la guardia sino a quando il Ministero non avrà archiviato la vicenda concludendo con un secco diniego il procedimento. Non permetteremo mai che le decisioni vengano prese sopra le nostre teste. Vogliamo essere artefici del nostro destino.

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