TERAMO – Il presidente del Consiglio ha fissato per il 4 febbraio, alle ore 16, la riunione dei capigruppo per discutere della Teramo Lavoro. La convocazione è stata chiesta dal presidente Valter Catarra per riferire ai consiglieri e sottoporre alla loro attenzione tutte le ipotesi circa il futuro della società in house.

L’ente, infatti, deve necessariamente assumere una serie di decisioni sia rispetto alle esigenze poste dai Dirigenti – carenza di personale in diversi settori – sia rispetto alla necessità, oggettiva, di assicurare la prosecuzione di alcuni servizi e fra questi anche quelli relativi alla nuova programmazione del Fondo Sociale Europeo.

Per concludere le procedure che consentono alla Provincia di gestire, in qualità di ente intermedio, i servizi del Fondo Sociale, il settore Lavoro ha richiesto, infatti, una decina di unità a tempo indeterminato; oltre ad una serie di figure specialistiche per chiudere la rendicontazione e redigere il progetto della nuova programmazione.

Occorre sciogliere, inoltre, tutti i nodi giuridici riguardanti la società in house: “Dobbiamo decidere come procedere – afferma a questo proposito il presidente Valter Catarra – sicuramente andrà nominato un nuovo amministratore anche per consentire alla società di concludere la fase in atto e poi dobbiamo decidere se continuare a utilizzarla per la gestione dei servizi strumentali dell’ente. Un’ipotesi che al momento pare sensata visto che, comunque, vantiamo numerosi crediti sia nei confronti della Regione che dello Stato e che una volta che avremo incassato le risorse che sono nostre di diritto potranno ripartire una serie di attività. Ma naturalmente sono cose che dobbiamo verificare con i tecnici”.

Rispetto ai commenti politici sulla vicenda giudiziaria il presidente Catarra precisa: “Come tutte le persone innocenti vorrei poter dire molte cose ma rispetto il lavoro della magistratura e attendo di poter mostrare le mie carte anche perché registro che sulla Teramo Lavoro, al momento, pare esserci una rappresentazione parziale dei fatti. Al momento la mia preoccupazione più forte è quella di far ripartire una macchina che è avviluppata su se stessa e che fra comprensibili timori rispetto all’inchiesta in corso e qualche fuga in avanti rischia di creare danni all’ente, ai servizi e anche alle persone”.

Rispetto, infine, alle dimissioni di Cretarola il presidente precisa che è in attesa di riceverle e che “come a tutti quelli coinvolti in questa brutta pagina augura di poter far emergere le proprie ragioni”.

Per quanto riguarda il Fondo sociale europeo, infine, si precisa che la Provincia è in attesa dalla Regione del saldo del rendiconto del Por per l’annualità 2007/2008, per circa 2 milioni di euro e, stante le attuali difficoltà finanziarie, la Provincia  non è in grado di  affrontare  gli ulteriori anticipi di cassa necessari per il pagamento delle spettanze ai soggetti attuatori degli interventi finanziati con il FSE. Solo un terzo di queste somme riguardano la Teramo Lavoro perché si tratta di interventi realizzati perlopiù dalle società di formazione.

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