TERAMO – Sequestrati beni per un valore di oltre 50mila euro al legale rappresentante della Teramo Lavoro, Venanzio Cretarola, nell’ambito di una specifica indagine della Guardia di Finanza sulla società in house della Provincia.

“Il Comando Provinciale di Teramo – si legge in una nota delle Fiamme Gialle – nell’ambito di un’indagine di polizia giudiziaria finalizzata, tra l’altro, anche alla tutela della spesa pubblica e in particolare al contrasto delle frodi ai bilanci della comunità europea e nazionale, ha provveduto, in data odierna, al sequestro per equivalente di beni per un valore di € 53.225,72. in esecuzione dell’ordinanza emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Teramo su richiesta formulata dalla locale Procura della Repubblica, nei confronti del rappresentante legale della Teramo Lavoro Srl.

Più in particolare, il provvedimento di sequestro “per equivalente” è correlato a somme indebitamente percepite in relazione all’autoassunzione come coordinatore di progetto nella medesima società, dallo stesso amministrata nonché a condotte di truffa tesa a procurarsi un ingiusto profitto, appropriandosi di somme detenute, ai danni dei fondi europei, in specie del Fondo Sociale Europeo.

Nel medesimo contesto, già in data 25.u.s, era stata data esecuzione ad un’ordinanza cautelare di tipo personale, con la quale era stato disposto il divieto di dimora nel territorio del Comune di Teramo, nei confronti del medesimo soggetto.

L’attività è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Teramo e trae origine da una lunga indagine e numerosi riscontri documentali, nell’ambito della quale sono state segnalate numerose violazioni alle normative di gestione della società e di oltre € 2.000.000 di fondi pubblici (Comunitari e Locali) finalizzate alla promozione di servizi per l’impiego, di politiche per il lavoro e per la formazione. Per le irregolarità riscontrate, 9 soggetti sono stati segnalati alla Procura della Repubblica che, nei confronti dell’amministratore pubblico coinvolto, ha richiesto l’adozione delle citate misure cautelari personali e patrimoniali. L’attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza, sotto la stretta e continua direzione dell’Autorità Giudiziaria, ha così, impedito la continuazione dei illeciti comportamenti e, allo stesso tempo, garantito il bilancio comunitario e nazionale da una distrazione di risorse per scopi illeciti. Il tutto anche mediante l’applicazione delle recenti normative di contrasto agli illeciti finanziari in materia di spesa pubblica che consentono anche per tali casi l’applicazione dei sequestri preventivi per equivalente, finalizzati al concreto recupero delle somme indebitamente sottratte”.

 

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